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<title>Sicurissimo</title>
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<title>Sensazione sottile</title>
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<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Era da parecchio tempo che
combattevo una strana inquietudine che mi accompagnava, non
voluta, nelle gelide giornate di quell&#146;inverno tedioso. I
brillanti colori lasciati dalla tramontana non mi dicevano più
niente ed a pensarci bene niente m&#146;interessava più di tanto.</font></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Chiamai questo mio stato
d&#146;animo con una parola usata e forse abusata per più di
un&#146;occasione, ma che rendeva bene l&#146;idea: disagio.
Sensazione sottile, pellicola amorfa che avvolge, isola, filtra e
distorce. Come una malattia che toglie il senso del gusto,
obbligato a mangiare senza provare il piacere che da&#146;
l&#146;assaporare e il degustare, patina di noia stesa da un
pennello crudele sulla gioia di vivere. Speravo e cercavo di
convincermi che il mio stato d&#146;animo dipendesse da
quell&#146;inverno triste, che con il sole sarebbe riapparsa la
mia voglia di vivere, che i suoi caldi raggi avrebbero dissolto
pellicole e vernici ridandomi il gusto della vita. Ma
l&#146;inverno era ancora lungo, la mia primavera lontana. Decisi
di avvicinarla. Scartai il letargo, anche se come sistema poteva
essere efficace, aveva serie difficoltà di realizzazione, quindi
optai per la migrazione verso il caldo: caraibi. Viaggiare in
aereo è noioso e dopo avere visto tanta acqua, vedere brandelli
di terra fa molto piacere, un po&#146; meno quando l&#146;aereo
si abbassa, il brandello si avvicina e ingrandisce velocemente,
la torre di controllo pare un campanile di qualche chiesetta di
campagna e l&#146;aeroporto dall&#146;alto è una macchia marrone,
come una grande capanna. L&#146;aereo si abbassò ancora e
sembrava inverosimile che ci fosse un aeroporto intercontinentale
in mezzo alla giungla , con alberi spezzati e tagliati ai lati
della pista, ma c&#146;era. Cinture allacciate, la striscia verde
degli alberi, atterraggio, applausi al comandante, saluti e
sorrisi e finalmente si scende. Il ventre dell&#146;apparecchio
partorisce dalle scalette altri uccelli migratori come me,
vogliosi di sole ed esotismo, con la loro settimana in qualche
villaggio turistico &#147;all inclusive&#148;. Il Bavaro Hotel
era veramente un bel posto, bella camera, condizionatore, piscina,
Buffet ben fornito, perfino i tortellini alla panna, Dio, i
tortellini alla panna ai carabi con 30 gradi, e c&#146;era anche
gente che se li mangiava. Scartai tutte le varie attività più o
meno ludiche che il villaggio offriva, ma fui attirato da una
escursione con le &#147;moto&#148; a quattro ruote nei villaggi
vicini. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">In pullman fino al luogo di
partenza, in un recinto ci aspettavano quelle che chiamavano moto,
ma che mi sembravano dei trattori gocattolo, casco e poi partenza.
Dopo un po&#146; di sabbia e di foresta, la guida ci fece fermare
in quello che definiva un villaggio, 10 casupole in legno con
tanto di abitanti che ci guardavano in maniera stupita, forse ben
istruiti dalla locale &quot;pro loco&quot; per darci la
sensazione di vivere un film sull'esplorazione dei luoghi
selvaggi, salvo poi dirci di prendere delle caramelle allo
spaccio, quello sì fatto come nei film sudamericani. Era una
costruzione in legno, con il tetto di lamiera fortunatamente
ricoperto con rami e foglie di palma, all'interno stagnava un'oscurità
anticaldo, un senso di polvere e di America nel frigo a pozzetto
&quot;Enjoi Coca Cola&quot;. Un'istituzionale ventilatore da
tavolo, al lato del banco, rinfrescava la faccia rugosa e
inespressiva della proprietaria. Brancolai assieme agli altri
turisti del gruppo per trovare qualcosa da bere quando notai una
ragazza, in piedi, accanto ad uno scaffale che mostrava timido le
sue poche mercanzie. Era sulla linea della porta e la luce dall'esterno
le rischiarava il volto, gli occhi scuri, il naso sottile, la
bocca infantile. Aveva qualcosa di bello che attirava il mio
sguardo. Mi fissò anche lei, forse incuriosita dal mio guardare
e tutto ciò non sfuggì ad una voce che si materializzò da una
sedia, incastrata nella penombra. La voce mi chiamò,
&#147;Senor&#148; ed io mi avvicinai. &quot; mi chinai verso la
voce che adesso proveniva da una testa femminile, &quot; te gusta
la Chica? &quot;. &nbsp;&#147;Si&#148; risposi, &#147; es muy
bonita&quot;. Mi fece avvicinare, la proprietaria della voce si
alzò e vidi che era una donna vecchia a e grassa. &#147;vuole
foliar la chica?&quot; Una puttana, una puttana in vendita. Non
dissi niente, pagai la coca e le caramelle ed uscii. La vecchia
mi attendeva, con la ragazza poco distante. Mi sentii addosso il
suo sguardo deluso, di rimprovero. Non mi sembrava una puttana,
ma poi, vaffanculo, non ero forse venuto anche per farmi qualche
scopata?<br>
Alla luce del giorno la vecchia grassa non sembrava poi tanto
vecchia ad osservarle meglio il volto; portava tra le rughe il
ricordo di una bellezza svanita, con i lineamenti scolpiti, segni
che la vita non facile lasciano sul viso, che offendono il corpo
e quello che è peggio, induriscono l&#146;anima. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">La ragazza era scomparsa, seguii
la vecchia. La baracca dove mi portò era ornata da alcuni
bambini che giocavano, che entravano e uscivano, si rincorrevano
e con le loro voci squillanti mitigavano lo squallore che emanava
quel posto.<br>
Quando notarono la mia presenza mi attorniarono tendendo le mani.
Dispensai loro le caramelle, poi la donna li fece andare via ed
entrammo. Era una unica stanza, su un tavolino un fornello a gas
e poche stoviglie, nel mezzo un tavolo con delle sedie, dalla
parte opposta un vecchio letto dal quale due occhi scuri mi
stavano guardando. La ragazza era già lì ad aspettare.<br>
Mi colpì l&#146;apparente pulizia che stonava con il posto, mi
sentivo defraudato, avrei potuto dire di un posto sudicio e
squallido, invece no, era pulito ed anche le povere cose disposte
con ordine. La ragazza si era già messa a sedere sul letto ed io
sentivo su di me sempre il suo sguardo di deluso rimprovero, o
forse ero io che lo immaginavo, forse ero io che mi guardavo con
deluso rimprovero. Cinquanta dollari mi disse la ruffiana,
quaranta mi venne di dire, cinquanta, tiengo cinco ninos.<br>
All&#146;improvviso capii, era sua figlia, mi stava vendendo sua
figlia. Qualche volta capita di volere scendere nel proprio
inferno, nelle proprie meschinità o forse accettare la propria
natura, vedere quanto si può cadere in basso; tirai fuori il
portafoglio e le porsi i 50 dollari, poi le girai le spalle.
Mentre mi giravo il mio volto incrociò i miei occhi da un
frammento di specchio attaccato alla parete, passò oltre e si
trovò a fissare la ragazza che intanto si era alzata la gonna,
scoprendo le gambe e il ventre, facendo spiccare il folto del
pube. Mi vergognai di me stesso, dell&#146;arroganza dei mie
soldi, della situazione nella quale mi ero messo.
&#147;Ferma&#148;, mi trovai a gridare alla madre che non era
ancora uscita.<br>
Decisi di punirmi, se si può definire una punizione quello che
volevo fare, ma non mi meritavo quella giovane.<br>
Con un gesto invitai la ragazza ad uscire e poi alla madre che mi
guardava interrogativa &#147; non me gusta la chica, es mas
jobane &#147; così la spinsi la figlia verso la porta e chiusi.
Volevo toccare il fondo? Ero sulla strada giusta, pago per una
giovane puttanella e poi mi trombo la mamma. E&#146; caldo, non
mi piaccio, non mi piace la situazione, ma mi costringo a viverla.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">La vecchia mi guarda ancora
sorpresa, non riesce a capire, la faccio sedere sul letto, mi
sbottono e tiro fuori un verme inanimato &#147; non vorrai farmi
fare figuracce vero?&#148; penso guardandolo, le afferro i
capelli lanosi e gli avvicino la testa all&#146;uccello, un
attimo di esitazione poi lo prende in bocca, il lombrico si anima.
Evito di guardarla, di guardare le rughe, forse la rassegnazione.
L&#146;uccello si fa duro, la vecchia puttana ci sa fare, la
faccio rialzare e l&#146;appoggio al tavolo, le alzo il vestito,
non ha le mutande, il culo grosso, le allargo le gambe, mi metto
il preservativo, sputo sulla mano, mi lubrifico, cerco il suo
buco ed entro.<br>
La stanza mi entra negli occhi, di nuovo il fornello sul tavolino,
il letto, anche il frigorifero, il vestito fantasia della vecchia,
il suo viso appoggiato al tavolo, il frammento di specchio che
adesso mi rispedisce un pezzo di viso dalla finestra, quella
della ragazza. Faccio finta di non vederla e mi concentro sulla
trombata. La faccio spostare dal tavolo, mi guarda stupita, la
spoglio e l&#146;accarezzo, il gusto dell&#146;orrido? Sono
sudato ma non mi tolgo niente. La metto sul letto, la giro,
carponi, non voglio vederla nel viso, la penetro di nuovo, mi
attacco ai seni tenuti pieni dal grasso, li stringo, pompo sempre
più velocemente, la faccio sdraiare, le gambe fuori dal letto,
la tengo per le spalle e infine vengo. Rimango sdraiato su di lei
ansimando, con il sudore che mi cola, mi appiccica; poi, con
fatica, mi rialzo. La ruffiana si mette a sedere sul letto,
indugia nel vestirsi, ostenta la sua nudità, mi guarda e mi
sembra di vedere un sorriso sulle sue labbra. Tende le mani e mi
sfila il preservativo, questa volta sorride davvero. Non so se
sorride perché si sente gratificata per averla preferitaa sua
figlia o perché mi considera più pervertito di altri clienti.
Assieme al sorriso allunga un braccio con uno straccio per
pulirmi, mi asciugo il sudore, l&#146;uccello, le do un bacio
sulla fronte ed esco sentendomi sulla nuca il suo sguardo
divertito. Arrivo allo spaccio per riprendere la moto, un tipo
incazzato sbraita in spagnolo per il mio ritardo, e dopo un paio
di &#147; Vada por el culo&#148; rimetto in moto, cavaliere con
macchie e paure, e me ne ritorno in albergo, per oggi ne ho
abbastanza.</font></p>]]>
</content>
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<title>Gemelle identiche</title>
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<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">La telefonata arrivò all&#146;ora
di pranzo, le ragazze mi avvertirono che sarebbero arrivate nel
pomeriggio, la notizia mi colse di sorpresa perché aspettavo
Bianca e Chiara per l&#146;indomani, ma il loro anticipo non
creava problemi, le stanze erano pronte a riceverle. </font></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Le due gemelle erano le figlie
di una mia carissima amica, conosciuta durante la mia attività
commerciale, era una cliente simpatica e affezionata e tutte le
settimane, quando veniva a fare le spese, si fermava a parlare e
a scherzare, di politica, della società, della scuola delle
ragazze, che allora avevano poco meno di diciassette anni. Ora
che mi ero ritirato nella mia piccola ma confortevole casa di
campagna, alle porte di Viterbo, coltivando i miei passatempi,
concedevo la possibilità a pochi amici di venirmi a trovare,
ospitandoli per qualche giorno. Bianca e Chiara avevano circa
ventisei anni, io n'avevo compiuti da poco quaranta, col tempo
fra noi era nato un bel rapporto, mi chiedevano consigli di varia
natura e questo ruolo di &#147;zio&#148; mi faceva piacere, anche
la madre Laura si fidava di me e aveva grande stima nei miei
confronti, fra noi c&#146;era stato anche un momento di debolezza
venutosi a creare in occasione di un compleanno delle gemelle, io
e Laura ci ritrovammo a parlare sul terrazzo della sua casa e
dopo un suo sorriso ad una mia battuta la baciai, lei dapprima
rimase sorpresa e poi rispose al mio bacio, intrecciando le
lingue, la mia mano scivolò veloce sotto il suo vestito
giungendo fra le cosce, la fessura carnosa era bagnata, poi
qualcosa ci fermò e fra noi non si cercò più una situazione
favorevole, ma le vibrazioni si avvertirono anche successivamente.
Andai di sopra e diedi un&#146;ultima occhiata alle stanze, erano
in ordine, la biancheria era pulita, avevo spolverato, lucidato
il parquet e messo dei fiori, che donavano un gradevole profumo,
le gemelle avrebbero gradito quell&#146;ambiente, ci saremmo
divertiti, la mattina ero convinto si sarebbero alzate molto
tardi come era loro abitudine, avremmo pranzato nel primo
pomeriggio e dopo un riposino per me abituale e sacro ci saremmo
inventati qualcosa per il pomeriggio, saremmo potuti scendere a
Viterbo, per poi cenare fuori, oppure saremmo potuti andare al
mare a Grosseto. Laura mi aveva detto che si sarebbero fermate
non più di tre giorni, il tempo necessario per permetterle di
preparare le valigie prima di partire tutti per la Calabria. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Bianca e Chiara negli ultimi
anni erano diventate molto indipendenti, lavoravano
rispettivamente in un negozio di abbigliamento e come assistente
in uno studio dentistico, la loro vita sentimentale era alquanto
instabile, a tal proposito Laura non era molto interessata alle
loro storie, era stata sempre presa dalla casa e dalla pulizia,
per la quale era maniaca ossessiva, era venuta un paio di volte
ospite a casa mia e mi aveva costretto a delle vere e proprie
pulizie annuali, le volevo bene ma era esagerata e quindi l&#146;ultima
volta che venne le dissi che sarebbe stata sempre la benvenuta ma
non poteva obbligarmi a disinfestare la casa ogni volta. Avevo
acquistato la villetta, circa cinque anni prima, era stato mio
cognato a segnalarmi la sua vendita, era una costruzione di
pietra per questo mi era piaciuta fin dal primo momento, la
manutenzione era minima, all&#146;interno la pietra completava
insieme al legno gli ambienti, il cotto della cucina e del
salotto e il parquet delle camere, conferiva un aspetto caldo e
confortevole all&#146;ambiente, avevo fatto installare dei
pannelli solari che mi permettevano di avere l&#146;acqua calda
per molti giorni e una caldaia per i riscaldamenti, il giardino
non era molto grande e questo mi aveva permesso di tenerlo curato,
dietro l&#146;abitazione avevo un capanno degli attrezzi
piuttosto grande, che usavo come autorimessa per il mio
fuoristrada. Non distavo molto dal paese più vicino che era
Acquapendente, una o due volte la settimana andavo a Viterbo per
fare provviste, mi piaceva quella vita ritirata e poi i vicini
erano tutti cordiali. Le gemelle, suonarono il clacson della loro
Opel Corsa appena dopo le quattro del pomeriggio, ero sdraiato su
una sedia a dondolo posta sulla veranda, proprio davanti al
cancello automatico, presi il telecomando e aprii, Bianca suonò
ripetutamente il clacson, così fui costretto a ricordarle che da
quelle parti, il rumore era piuttosto molesto, ma erano fatte
così le ragazze, esuberanti. Chiesi loro com'era andato il
viaggio e se avevano fame, risposero che si erano divertite, ci
avevano messo poco tempo per arrivare e che avevano mangiato
prima di mettersi in viaggio. Le aiutai a scaricare le due
valigie che portavano e chiesi loro cosa mai avessero messo in
quei due pesanti bagagli considerato la loro breve permanenza, mi
sorrisero maliziose, dopotutto erano donne, io non potevo capire
le loro esigenze. Le accompagnai nelle loro stanze e le aiutai a
sistemare i vestiti negli armadi, poi vollero vedere la mia
stanza, le accontentai, mi chiesero come mai era così spartana,
dissi loro che a me andava bene così, Chiara disse che era
contenta che la mia stanza fosse adiacente alle loro, perché se
avesse avuto paura di qualche cosa sarebbe corsa a svegliarmi, le
tranquillizzai dicendo loro che nulla le avrebbe spaventate. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Le spinsi a chiamare Laura per
avvertirla che erano arrivate sane e salve, e approfittai per
parlarci anche io, mi raccomando Paolo, mi disse, controllale,
ultimamente si comportano in modo strano aggiunse, la rassicurai
e l'invitai a venirmi a trovare, magari sola, una volta o l&#146;altra,
sorrise e mi promise che ci avrebbe pensato, magari dopo l&#146;estate.
La sera prima di cena le gemelle mi chiesero se potevano fare il
bagno, certo risposi, le accompagnai e riempii la vasca, mi
dissero che l&#146;avrebbero fatto insieme. Così mentre Bianca e
Chiara erano immerse nell&#146;acqua calda, io preparai una cena
a base d' affettato e formaggi, presi una bottiglia di vino rosso
dalla mia cantina e preparai la tavola. Alle otto chiamai forte
dalla cucina per farmi sentire al piano di sopra, ma nessuno
rispose, dopo un altro paio di avvertimenti mi decisi a salire e
notai che la porta del bagno era semiaperta, così sbirciai
dentro prima di spalancarla, ma quello che vidi mi sorprese, le
gemelle erano intente a masturbarsi reciprocamente con la lingua
dentro la vasca, ormai quasi priva di acqua, le loro lingue
correvano veloci sulla fessura di carne rosa e al suo interno,
mentre con le mani si strapazzavano i clitoridi sempre più gonfi
di piacere ed eccitazione, sentii il mio cazzo gonfiarsi dentro i
pantaloni e mentre con la mano ero rimasto sulla maniglia, i miei
occhi erano al di là della porta, fissi su quei due corpi
avvinti in un abbraccio carnale e incestuoso, non potei
intervenire, così con decisione mi allontanai dalla porta e
sceso da basso, dopo qualche minuto invocai di nuovo i loro nomi
a voce alta. Le gemelle scesero trafelate e avvolte negli
asciugamani che avevo messo loro a disposizione, si sedettero e
cominciarono a mangiare le appetitose verdure che avevo preparato,
dopo qualche minuto di silenzio mi chiesero come procedeva la mia
vita, se avevo una donna, se uscivo la sera e altre curiosità,
il pensiero di loro due che avvinghiate nella vasca da bagno si
nettavano dei loro sessi umettanti tornò ad eccitarmi e mi
accostai alla tavola per non fare percepire la mia eccitazione.
Bianca mi chiese se avevo organizzato qualcosa per il pomeriggio
e le risposi che pensavo di andare a Viterbo e magari di cenare
fuori, Chiara sembrava entusiasta di andare in città ma con
Bianca voleva preparare la cena, mi dissero per ringraziarmi
della mia ospitalità, cercai di fare capire loro che non era
necessario che ero lieto di averle con me e che avrei voluto ci
fosse anche la loro madre, questo scatenò un&#146;ilarità
maliziosa della quale chiesi spiegazione e così le gemelle dopo
qualche ritrosia mi confessarono che ci avevano visto sul
terrazzo la sera del loro compleanno, mentre ci baciavamo e ci
toccavamo. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Ero sorpreso ma non pentito,
perché nella mia testa cominciava a farsi largo un pensiero e
così confessai che anche io le avevo spiate mentre erano nella
vasca, intente a masturbarsi reciprocamente. I loro volti si
fissarono e ci fu come un assenso, Bianca mi propose di
partecipare ai loro giochi se avessi voluto, così avremmo avuto
un segreto ciascuno. Ero molto eccitato all&#146;idea di poterle
avere entrambe e contemporaneamente, così cercai di organizzare
il tutto con calma e pazienza, decisi di portarle a cena fuori e
poi di consumare il nostro incontro. Il pomeriggio trascorse con
una carica di eccitazione incombente, Bianca e Chiara non
penderono occasione per eccitarmi, portandomi a provare con loro
vestiti e biancheria intima, le portai a cena in un locale molto
intimo e poi sulla strada del ritorno, cominciarono a darmi prova
del loro desiderio sedendosi entrambe dietro e cominciando a
baciarsi e masturbarsi, sentivo l&#146;eccitazione salire e feci
fatica a mantenere desta l&#146;attenzione sulla strada ma
riuscii ad arrivare a casa sano e salvo, con le gemelle già
calde e quasi nude, uscirono dall&#146;auto e s&#146;infilarono
in casa, fermandosi ad aspettarmi in salotto, accanto al camino,
che accesi appena entrai. Mi sdraiai sulla stuoia che copriva il
cotto del soggiorno, Bianca e Chiara si posero ai miei fianchi,
ci cingevamo reciprocamente con le braccia mentre le bocche si
lambivano calde e umide come le nostre lingue, i loro corpi
identici avevano sempre suscitato fantasie erotiche, erano esili
e minute ma possedevano grazia e due culi sodi e tondi, che
compensavano la piccolezza dei loro seni. Decisi che lubrificare
le loro fiche quasi glabre era il modo migliore di cominciare,
così le feci sdraiare entrambe una al fianco dell&#146;altra e
allargare le cosce, m&#146;immersi con la lingua dentro di loro,
succhiando i loro clitoridi e penetrandole con le mie dita lunghe
e sottili, anche nell&#146;orifizio, non sapevo quanti amanti
avessero avuto ma non sembravano delle sprovvedute, i loro gemiti
salirono alti, insieme al mio nome, Chiara disse che la madre
aveva perso una grande occasione, avrebbe dovuto approfittarne,
lubrificato bene le loro fessure tirai fuori il palo di carne che
stava agonizzando negli slip, era turgido e famelico, proprio
come le loro due bocche che si lanciarono su di lui, succhiandolo
e ingoiandolo fino alla base, lo dividevano da brave sorelle, poi
mentre Bianca continuava a leccarlo proprio sulla cappella,
dimostrando una capacità non comune, Chiara iniziò a nettarmi
le palle, mettendosele entrambe nella bocca, il liquido contenuto
nelle stesse sembrava aver intrapreso la via dell&#146;uscita,
così le fermai e misi alla pecorina Bianca e la penetrai
lentamente ma con vigore, sentivo il cazzo scoppiarmi fra le
gambe, stantuffavo la fica della gemella mentre le cingevo i
fianchi e sua sorella continuava a leccarmi le palle, strillava
come un&#146;ossessa, il suo corpo flessuoso si dimenava dal
piacere, all&#146;improvviso Chiara m&#146;infilò un dito nel
culo e la contrazione dell&#146;ano mi fece schizzare nella fica
della sorella fiotti di sborra bollente, sembrava non finire mai,
alla mia venuta seguì quella di Bianca che contrasse il suo
sesso spasmodicamente. </font></p>]]>
</content>
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<title>La tizy</title>
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<issued>2006-01-13T08:55:41Z</issued>
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<summary type="text/plain">Era distesa sul divano a guardare la televisione, annoiata dalla giornata breve a causa dell´ora solare che aveva accorciato di...</summary>
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<name>vaga</name>


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<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Era distesa sul divano a
guardare la televisione, annoiata dalla giornata breve a causa
dell´ora solare che aveva accorciato di gran lunga le ore di
luce. </font></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Erano appena le 6 e mancavano
ancora un paio di ore alla cena e cambiando canale a ripetizione
senza cercare niente di preciso vagava con la mente in cerca di
una immagine, di un suono, di un gesto. Poggio´ la testa sul
bracciolo del divano assumendo una posizione fetale e con gli
occhi rivolti al soffitto cercava di ricordare qualcosa di
piacevole che le fosse successo ultimamente. Le venne in mente
quella uscita con le sue amiche della settimana precedente quando
prima a bere qualcosa e poi in discoteca si erano divertite tanto
e si era accorta di un ragazzo che per tutta la sera non le aveva
staccato gli occhi di dosso. Si meravigliava adesso del fatto che
in tutti questi giorni non si era mai ricordata di quello
sguardo, ma forse il lavoro e lo stress l´ avevano portata a non
trovare neanche piu´ il tempo per pensare a se´ stessa. Adesso
quegli occhi le tornarono alla mente, quello sguardo lucido e
penetrante che nella confusione della serata l´ avevano un po´
intimidita ma anche eccitata allo stesso tempo. Lui non si era
fatto avanti ovviamente considerando il fatto che lei era in
numerosa compagnia, ma quello sguardo adesso le sembrava ancora
piu´ profondo di come effettivamente era quella sera e le
sembrava quasi di sentirlo ancora addosso che la scrutava
dappertutto. Stava iniziando a sentire ancora quel calore che
quella sera le scendeva dallo stomaco fino a fermarsi sul ventre
ma senza andare oltre, ma adesso era lei stessa che desiderava
che scendesse piu´ in basso fino a farle desiderare ben piu´
del semplice calore. Socchiuse gli occhi cercando di assaporare
ancora il frastuono di quel locale e di scorgere ancora quegli
occhi sul suo corpo, sulle sue gambe, sul suo seno che sentiva
gonfiarsi. Sistemo´ ancora meglio la sua testa sul divano
lasciando che le braccia le scivolassero sulla pancia coperta
dall´ accappatoio segno della fresca doccia. Sollevo´ le
ginocchia lasciando che la parte inferiore dello stesso
accappatoio scivolasse lungo le sue cosce. Sentiva quel calore
adesso, quello strano desiderio che da ore si portava avanti
senza riuscire a trovare uno stimolo giusto, finalmente sentiva
la sua pelle rabbrividire, sentiva il formicolio scendere sul suo
ventre e giungere tra le sue cosce che ancora a stento riusciva a
tenere chiuse. Voleva gustarsi questo momento, voleva farlo
durare il piu´ possibile per poterne sfruttare ogni attimo.
Ripensava ancora a quegli occhi che avrebbe in quel momento aver
voluto addosso, a superare la spugna ormai asciugata di quell´
accappatoio che si riversava sempre piu´ sciolto sui suoi
fianchi. Il calore cominciava adesso a raggiungere livelli
conosciuti e sicuramente piacevoli e non si fermava nel desiderio
di farlo ancora aumentare. Piano piano le gambe si allargavano
prendendo posizione sui cuscini del divano mentre le sue braccia
si alzavano per far in modo che le sue mani potessero sfiorare le
coppe dei suoi seni che oltrepassavano il bordo dell´accappatoio.
</font></p>

<p><a href="http://incontri-roma.lovez.it/"><font
size="1" face="Verdana">Incontri Roma</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-roma.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-roma.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-padova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Padova</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-padova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-padova.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-milano.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Milano</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-milano.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-milano.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-pistoia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Pistoia</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-pistoia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-pistoia.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-firenze.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Firenze</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-firenze.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-firenze.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-verona.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Verona</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-verona.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-verona.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-torino.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Torino</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-torino.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-torino.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-napoli.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Napoli</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-napoli.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-napoli.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-genova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Genova</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-genova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-genova.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-lecce.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Lecce</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-lecce.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-lecce.lovez.it/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Si sentiva I capezzoli induriti
ed una gran voglia di stringerli. Avrebbe voluto che quegli occhi
fossero davanti ai suoi e la guardassero mentre stava fremendo
dal desiderio di riscaldarsi. Le sue dita lentamente scivolarono
dal colo al petto trovando una lievissima resistenza nel bordo
rinforzato. I suoi seni adesso erano sfiorati dalle sue dita ma
le sembrava che fossero I suoi occhi e le sue labbra a stimolarlo.
Sentiva I capezzoli indurire all´inverosimile e gonfiarsi mentre
le sue gambe lentamente si aprivano lasciando che l´aria
accarezzasse le sue labbra ormai gonfie e umide del nettare che
le stava lubrificando. Le passo´ per la mente l´ ultima volta
che si era toccata risalente a diversi giorni prima ma non le
sembro´ importante e continuo´ a muoversi sul divano lasciando
che le sue dita afferrassero uno dopo l´altro I suoi capezzoli e
li stringessero, e li schiacciassero e li stuzzicassero. Sentiva
il suo corpo vibrare adesso e la voglia di toccarsi che superava
I suoi tentativi di far durare il piu´ a lungo possibile questo
piacere. Sentiva I suoi umori scivolare fuori dal suo corpo e dal
suo sesso e riversarsi lungo le cosce che in quel momento avrebbe
voluto spalancare fino all´inverosimile. Chiuse gli occhi
cercando l´ immagine di quel tipo al locale, vedendolo davanti a
se´ che la stava sfiorando dolcemente con le sue dita ed in un
attimo la sua mano scivolo´ sulla sua pancia e sul suo ombelico
e piu´giu´ fino a sentirsi I primi peli pubici scivolare sotto
I polpastrelli. Chiudeva gli occhi ma poteva sentire I propri
gemiti che iniziavano ad aumentare di intensita´. Le sue dita
che ormai erano esperte del suo piacere non trovarono piu´ freni
e continuarono il loro percorso quasi a memoria scivolando tra I
peli, sfiorando la parte interna delle cosce, giungendo all´
inguine che gia´ sensibilissimo la faceva sussultare ad ogni
strusciamento. La mano sinistra ancora sui seni proseguiva il
massaggio lento ma piacevolissimo dei capezzoli sempre piu´ duri
e irti. Ormai sapeva che non poteva piu´ fermarsi, che giunta a
quello stato di eccitazione avrebbe dovuto godere e neanche
troppo tardi, cosicche´si mise a sedere allargando bene le gambe
e mentre con una mano continuava a strusciarsi I seni e
titillarsi I capezzoli, con l´ altra inizio´ ad accarezzarsi
tra le labbra dilatate e gonfie che piene dei suoi umori volevano
essere penetrate e stuzzicate fino allo spasimo. Appoggio´ la
schiena ed aprendo ancora di piu´ le cosce lascio´ che due dita
le aprissero le piccole labbra dove tentava di nascondersi il
bottoncino gonfio e sensibile che non aspettava altro che di
uscire allo scoperto. Inizio´ a stuzzicarlo con il polpastrello
del dito indice unito poi a quello del medio, e vi ruotava
intorno, e lo schiacciava sentendo crescere il piacere che
provava a livello fisico. sentiva la sua fessura ancora piu´dilatata
ed aperta e le sue labbra ancora piu´ gonfie e la cosa le
piaceva da morire tanto che ogni volta che sentiva questa
sensazione bastava poco per raggiungere l´ orgasmo. Continuo´ a
ruotare le dita sul clitoride, muovendo il bacino attorno ale sue
dita come se fosse la lingua del tipo che in quel momento la
stava scrutando e facendo impazzire. Sentiva I suoi stessi gemiti
aumentare di ritmo ed intensita´ e piano piano le sue dita
scivolarono tra le sue cosce fin quando l´ indice si fece strada
tra le sue labbra e la prima falange trovo´ facile persorso
dentro di lei. Un mugolio piu´ forte degli altri sopraggiunse
improvviso mentre aprendo gli occhi cercava quasi quello sguardo
davanti a se´ come fosse uno stimolo per continuare&#133;chiuse
ancora gli occhi e spinse il dito indice ancora piu´ a fondo
dentro le sue pareti ormai completamente viscide e scivolose.
Sollevo´ le gambe a mezza altezza spingendo il dito fino in
fondo al suo corpo lasciando che un grido arrivasse a scuoterla. </font></p>

<p><a href="http://incontri-venezia.lovez.it/"><font
size="1" face="Verdana">Incontri Venezia</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-venezia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-venezia.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-palermo.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Palermo</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-palermo.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-palermo.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-perugia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Perugia</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-perugia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-perugia.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-bergamo.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Bergamo</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-bergamo.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-bergamo.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-pisa.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Pisa</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-pisa.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-pisa.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-agrigento.lovez.it/"><font
size="1" face="Verdana">Incontri Agrigento</font></a><font
size="1" face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-agrigento.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-agrigento.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-bari.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Bari</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-bari.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-bari.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-parma.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Parma</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-parma.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-parma.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-modena.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Modena</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-modena.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-modena.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-rimini.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Rimini</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-rimini.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-rimini.lovez.it/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Tremo´ dal piacere di sentirsi
deflorata e tirato subito indietro il dito indice poggio´ la
schiena sul divano divaricando ancora le cosce e lasciando che
due dita la penetrassero per portarla finalmente nel paradiso che
voleva raggiungere. Spinse le due dita lasciando che il palmo
della mano le sfiorasse il cliotoride e le desse maggiore piacere
mentre con l´ altra mano sentiva I capezzoli che stavano quasi
per scoppiare tra le sue dita. Comincio´ a masturbarsi
furiosamente lasciando che le sue dita si riempissero dei suoi
succhi interni prima di sentirseli scivolare lungo le cosce e
vederli assorbiti dal divano. Dentro e fuori senza sosta&#133;aumentando
il ritmo come fosse una lingua&#133;come fossero altre dita&#133;come
fosse un membro duro che la stava penetrando senza fine&#133;
Questi pensieri le facevano spingere piu´forte le dita avanti e
indietro, e lei riusciva a ruotarle dentro di se´ in maniera
autonoma e perfetta tanto da procurarle il massimo piacere. Il
suo cervello non seguiva piu´gli ordini che avrebbe voluto
dargli, sentiva scosse che le partivano dalle cosce e le salivano
lungo il corpo fino a portarla in un altro mondo. E le dita
continuavano imperterrite a darle questi piaceri, questi brividi,
questi momenti che sembrava non volessero mai terminare. Sentiva
il suo respiro ancora piu´ affannoso, I suoi gemiti ancora piu´forti,
e vedeva le sue dita che entravano ed uscivano ancora piu´
bagnate, ancora piu´ piene del suo godimento. E stava godendo.
Sentiva le onde dell´orgasmo crescere dentro di se´ e scendere
tra le sue cosce, e lo poteva quasi sfiorare con le dita questo
orgasmo esplosivo che la stava raggiungendo. Comincio´ a muovere
la testa mentre la mano sinistra lascio´ il seno e si diresse
sul clitoride per stimolarlo piu´ forte e piu´ a fondo e le due
dita la stantuffavano senza sosta procurandole un brivido immenso.
Dentro e fuori, dentro e fuori&#133;.non avrebbe mai voulto
portare a termine questa splendida masturbazione, ma la voglia di
esplodere ed il desiderio di riempire le sue dita con il suo
nettare prevalse e muovendo ritmicamente il bacino e spingendo
ancora piu´ forte le dita mentre l´ altra mano premeva sul
clitoride esplose nel suo orgasmo che riusci´ a sentire fino all´ultima
contrazione e che la lascio´ esausta sul divano a gambe
divaricate ma consapevole di averle procurato un piacere immenso.
Passarono diversi minuti prima che si rendesse conto che si era
fatto tardi, che era giunto il momento di rivestirsi perche´ I
suoi sarebbero rientrati per la cena e si alzo´ per andare a
vestirsi cosciente che aveva ancora voglia di godere e che quella
sera stessa si sarebbe toccata ancora ed avrebbe ancora una volta
goduto su quelle dita e su quella mano che non smetteva mai di
assorbire I suoi piaceri.</font></p>

<p><a href="http://incontri-varese.lovez.it/"><font
size="1" face="Verdana">Incontri Varese</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-varese.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-varese.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-pavia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Pavia</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-pavia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-pavia.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-trieste.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Trieste</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-trieste.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-trieste.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-catania.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Catania</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-catania.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-catania.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-pescara.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Pescara</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-pescara.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-pescara.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-siena.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Siena</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-siena.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-siena.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-udine.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Udine</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-udine.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-udine.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-ancona.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Ancona</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-ancona.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-ancona.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-ferrara.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Ferrara</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-ferrara.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-ferrara.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-vicenza.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Vicenza</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-vicenza.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-vicenza.lovez.it/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Non un sogno della mente, né un
frutto dell&#146;immaginazione. Noi siamo il frutto di un
sentimento coltivato piano piano, protetto a fatica dalle
intemperie dell&#146;invidia e delle incomprensioni. Noi abbiamo
fatto germogliare questa meraviglia, delicata e fragile,
aspettando che diventasse forte e solida come una roccia. E
quando lo è divenuta, abbiamo deciso di diventare reali. Oggi
noi siamo ancora una strana realtà, ma siamo noi. Oggi noi siamo
due amanti completi, vivi, uniti, reali. Un uomo e una donna che
si amano follemente, che si desiderano incredibilmente, che
bramano ogni momento al pensiero di vedersi, di toccarsi di
essere ancora veri. Noi siamo quegli amanti che vivono ad orari
stabiliti, che vivono attraverso la chat, il telefono, gli sms,
le e-mail e tutto ciò che la tecnologia è in grado di offrire.
Noi siamo gli amanti virtuali della nuova epoca. Noi ci amiamo
come nessuno può comprendere. Noi ci amavamo ancora prima di
incontrarci. Ci appartenevamo già, eravamo già una cosa sola,
un&#146;unica splendida realtà. Oggi siamo ancora separati. Le
vacanze estive, gli uffici chiusi per ferie, separano chi vive di
giorno. Siamo lontani; viviamo l&#146;estate in una sofferenza
infinita, nel bisogno di sentire anche solo per un attimo la voce
tanto amata, ricevere un messaggio d&#146;amore di poche parole
scritte sul display del cellulare. Trascorriamo le giornate
pensando all&#146;amore lontano, accarezzandosi desiderando di
sentire la sua mano, anziché la propria, tentare di regalare un
po&#146; di gioia. Quante volte mi sono spogliata ricordando come
lo facevo davanti a lui. Quante volte ho osservato il mio viso
nello specchio, soffermandomi sulle labbra che lui baciava con
passione, con trasporto, senza riuscire a smettere. Ancora
risento la sua voce dirmi di avermi baciata poco. Che la prossima
volta lo farà di più. Sento le sue mani calde e morbide
toccarmi le pelle, passarmi sul collo, scendere sui seni. Le
sento chiaramente carezzarmi il desiderio infinito. Avverto
ancora il suo respiro sul viso, la sua lingua cercarmi l&#146;orecchio.
Osservo i suoi occhi chiusi, nel desiderio di assaporare ogni
istante del nostro breve incontro. Ma ora siamo ancora lontani.
Siamo sempre lontani, ma ora c&#146;è il silenzio. Un silenzio
così glaciale: nessuna telefonata, né un messaggio, ne una mail.
La chat chiusa&#133;per ferie. Solo il mio pensiero, il mio
ricordo di lui a tenermi viva. Solo la mia voglia, soddisfatta a
stento dalla mia mano. Solo il mio pensiero a cercare il suo,
nell&#146;oceano del desiderio. Passerà così la mia estate. Lo
sconforto mi assale, ma subito dopo l&#146;eccitazione prende il
suo posto, se solo ripenso al suo sguardo, alla sua voce calda, a
quando richiuse la porta del nostro nido d&#146;amore,
abbracciandomi forte, dicendomi che ero finalmente sua. C&#146;è
silenzio intorno. Sono sola. Senza di lui manca il colore. D&#146;improvviso il suono del cellulare squarcia i miei pensieri, tristi e dolci allo stesso tempo.</font></p>

<p><a href="http://incontri-mantova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Mantova</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-mantova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-mantova.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-trento.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Trento</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-trento.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-trento.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-livorno.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Livorno</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-livorno.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-livorno.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-arezzo.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Arezzo</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-arezzo.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-arezzo.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-sassari.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Sassari</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-sassari.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-sassari.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-lucca.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Lucca</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-lucca.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-lucca.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-cagliari.lovez.it/"><font
size="1" face="Verdana">Incontri Cagliari</font></a><font
size="1" face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-cagliari.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-cagliari.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-ravenna.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Ravenna</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-ravenna.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-ravenna.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-novara.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Novara</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-novara.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-novara.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-salerno.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Incontri Salerno</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://incontri-salerno.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-salerno.lovez.it/</font></a></p>]]>
</content>
</entry>
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<title>Cavallo Goloso</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ilsessosicuro.it/blog/2005/11/cavallo_goloso.html" />
<modified>2006-06-16T09:59:52Z</modified>
<issued>2005-11-08T15:46:53Z</issued>
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<created>2005-11-08T15:46:53Z</created>
<summary type="text/plain">Spesso io e mia moglia andiamo a cavallo; non siamo dei fanatici e la tecnica equestre acquisita è quella maremmana....</summary>
<author>
<name>vaga</name>


</author>
<dc:subject>Notizie Hot</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.ilsessosicuro.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Spesso io e mia moglia andiamo a
cavallo; non siamo dei fanatici e la tecnica equestre acquisita
è quella maremmana. Ci divertiamo e frequentiamo nei week end
nuovi amici con cui condividiamo giornate all'aria aperta
dimenticando lo stress lavorativo acquisito nei giorni lavorativi
precedenti.</font></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">E' in uso, dopo una giornata a
cavallo, ricoverare l'animale stanco nel suo box dopo averlo
pulito e strigliato. Il mio box è acconto a quello di mia moglie;
abbiamo entrambi due bei esemplari. Io ho un sauro con un pò di
anni, lei un pulendro nervoso ma controllabile facilmente. Una
sera dopo la consueta cavalcata, iniziammo a preparare i due
cavalli ognuno nel rispettivo box. Mentre si accudiscono, in
genere, si rivolgono all'animale parole tranquillizzanti affinche
l'animale si rilassi. Mentre facevo ciò, mi cadde l'ascolto di
quello che diceva mia moglie. La sentivo dalla voce eccitata...così
mi affacciai per vedere cosa stava accadendo. La trovai senza
pantaloni e mutandine, intenta a masturbarsi con il cazzo dell'animale
che mostrava tra l'altro un discreto apprezzamento. Non mi feci
vedere ed eccitato assistetti alla scena sino in fondo. Mia
moglie dopo aver goduto continuò a mantenersi in mano il lungo
cazzo del cavallo sino all'eiaculazione che raccolse abbondante
parte in bocca e parte tra le sue mani. Dopo aver sputato il seme
come una troia, si pulì, si ricompose, e venne da me ad aiutarmi
a finire di sistemare il mia amico equino. Andammo così a casa;
io non parlavo durante il tragitto e pensavo a quello che avevo
visto poco prima. Mi venne solo allora in mente l'atteggiamneto
del nostro cane, un bel pastore tedesco di taglia gigante, quando
rivede mia moglie, le feste particolari e gli gli atteggiamenti
che ha lei nei suoi confronti. Dovevo scoprire cosa stava
accadendo. Così arrivati a casa, Lupo (è il nome del fedele
amico) inizio a saltare addosso a mia moglie, a farle le feste,
ad annusarla in tutte le sue parti ed in particolare in quelle
intime. Lei gli ordino di andare a cuccia e lui &quot;borbottando&quot;
vi si recò quasi subito. Dopo cena andammo a letto. Lupo ci
seguì come di consueto, accucciandosi fuori la porta del bagno
sul suo tappetino. Presi mia moglie e la scopai selvaggiamente,
ero eccitatissimo per quello che avevo visto, avrei voluto
dirglielo ma non ebbi il coraccio rinviando l'approfondimento in
altra occasione. Dopo aver goduto, ci rilassammo abbracciati per
qualche minuto, poi mia moglie si alzò per andare in bagno.
Uscì dalla camera da letto. Si diresse in bagno e vi entrò con
Lupo che mugolava quasi a non farsi sentire. Uscii dalla stanza e
origlia attraverso la porta. Sentivo gemere. Guardai attraverso
il buco della serratura ed intravidi mia moglie a carponi con
Lupo sopra di lei, di dietro, che fremeva per scoparla. Aveva il
suo cazzo rosso completamente fuori. Mia moglie lo prese con la
mano destra e lo intradusse nella sua vagina bagnatissima. Il
cane iniziò a muoversi sino a godere...mia moglie si muoveva in
modo osceno... al suo orgasmo, che trattenne in gola, si
accompagnò un urletto di piacere. Si alzò, si ricompose, ed
usci per ritornare in camera. Messasi a letto, mi toccò con un
piede quasi a tranquillizzarmi. Poi volle essere nuovamente
scopata. Non ebbi il coraggio di penetrarla..le godetti in bocca
pensando al ns. amico Lupo.</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Cera un caldo insopportabile, l'unico
modo per vincere il caldo era il mare. Salii in macchina e partii
verso la costa. Credo che girai per un paio d&#146;ore e verso la
mezzanotte mi trovai vicino ad una bella spiaggia della sardegna.
Decisi di andare sulla spiaggia per rilassarmi un po&#146;, avevo
in macchina un asciugamano da mare e così mi addentrai con la
macchina fino quasi alla fine della spiaggia, non avevo voglia di
trovare altre persone. Parcheggiai e mi diressi verso la spiaggia,
c&#146;era poca luna ed il mare era una tavola e non c&#146;era
nessuno nei paraggi, o così mi sembrò. Mi sdraiai
sull&#146;asciugamano ma dopo poco mi accorsi che a 20 metri da
me c&#146;era un ragazzo, solo, che si toccava lentamente tra le
cosce. Quando vide che lo stavo osservando questi si alzò e
venne verso di me, vidi nel chiarore della luna che non era
proprio un ragazzo, il fisico era però messo bene, ne troppi ne
pochi muscoli, scuro di pelle. Rimasi come ipnotizzato, non
riuscivo a dire neanche una parola ma lui con un sorriso mi tese
la mano e mi disse:&#148; ciao, mi chiamo Stefano, ti va se ti
faccio compagnia? Mi sono rotto di stare lì da solo&#148; &#150;
&#147;certo&#148; risposi, &#147;mi fa piacere&#148;. Parlammo
per un po&#146; del più e del meno, poi all&#146;improvviso mi
poggiò la sua mano sulla mia coscia. Fù come se mi avesse dato
la scossa, fece salire la sua mano più su, lentamente, fino a
poggiare le sue dita sul mio pisello, che ormai non era più
molto a riposo. &#147;Rilassati, staremo bene questa sera&#148; e
cominciò a baciarmi. La sua lingua era fresca, forzò lentamente
la mia bocca e si insinuò dentro, cercando la mia lingua,
leccando le mie labbra, mentre le sue mani mi stringevano i
glutei in una stretta di ferro. Ero perso dentro di lui, la cosa
che sapevo essere dentro di me stava finalmente uscendo allo
scoperto. Sapevo di essere bisex ma non avevo il coraggio di
ammetterlo, ma finalmente la barriera si era rotta. Mi staccai
dal suo bacio e gli dissi di stendersi, gli carezzai quel corpo
alla luce della luna, scesi giù dove vedevo che il suo uccello
si stava ingrossando e premeva contro i pantaloni. Liberai il suo
arnese e lo toccai lentamente, era piuttosto grosso, caldo, con
le vene che pulsavano ritmicamente. Mi avvicinai alla punta e lo
baciai, prima lentamente poi avvolgendolo con la mia lingua fino
a catturare la cappella nella mia bocca. Aveva un sapore stupendo,
ero al settimo cielo, felice come da tempo non lo ero più.
Cominciai a fargli un pompino, cercando di fargli provare le
sensazioni che io stavo provando, quando Stefano mi fermò,
dicendomi che forse era meglio continuare nel suo camper, saremmo
stati più comodi. Raccattammo la nostra roba e ci avviammo al
suo camper, un camper ricavato da un furgoncino, che era
parcheggiato poco distante. Entrammo ed in un attimo eravamo nudi,
abbracciati uno all&#146;altro con le lingue che si intrecciavano
come serpenti. I nostri uccelli si toccavano e l&#146;eccitazione
era veramente al massimo. Stefano mi disse che era eccitato come
mai non lo era stato e che sarebbe venuto molto presto, gli presi
la cappella in bocca e cominciai a pompare lentamente, volevo
gustare appieno quella sensazione, volevo sentire la contrazione
che precede l&#146;orgasmo, sentire il getto di sperma che
colpisce la lingua e riempie la bocca. Infilai dolcemente un dito
nel suo caldo buchetto e sentii i suoi muscoli contrarsi, &#147;
Stò per venire, spingi il dito tutto dentro, voglio godere nella
tua bocca&#148;. Dopo un&#146;ultima contrazione sentii lo sperma
caldo e dolce invadere la mia bocca, era tanto, non sarei mai
riuscito ad ingoiarlo tutto, volevo anche riceverne sul viso,
volevo essere la sua puttana, essere usata da lui, essere il suo
schiavo per quella notte. </font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Fù bellissimo, non avevo mai
bevuto lo sperma prima di allora, era buono e dolce, mi sentivo
elettrizzato, lo sperma mi colava giù dalle labbra e si fermava
sul mio petto mentre altre gocce erano scese fino
all&#146;ombelico. Tenni tra le labbra Stefano fino a che il suo
arnese cominciò a rilassarsi, continuando a ripulire l&#146;asta
dalle gocce di sperma rimasto. Si sdraiò accanto a me e mi disse
che tra 5 minuti sarebbe stato pronto di nuovo, di avere pazienza
che mi avrebbe fatto godere anche a me. Gli dissi che quella
notte sarei stato il suo schiavo, la sua puttana, avrebbe potuto
farmi ogni cosa gli fosse venuta in mente, avrei obbedito senza
discutere. Bevendo del tè freddo, Stefano mi fece cadere delle
gocce sul petto e cominciò lentamente a succhiare, scendendo
sempre più in basso, bagnandomi il mio pisello e tutte le palle,
succhiando e leccando. Stavo per esplodere e lui se ne accorse,
si fermò e mi disse che non dovevo venire, sarebbe stato lui a
dirmi quando avrei potuto scaricare. Sapeva veramente come far
impazzire un uomo. Cominciò a succhiarmi la cappella, lentamente,
senza mai toccare l&#146;asta, con la mano mi massaggiava le
palle ed ogni tanto faceva scivolare un dito sul solco,
sfiorandomi il buchetto. &#147;Fai piano ti prego, non ho mai
fatto l&#146;amore con un uomo&#148;, e mentre parlavo sentivo
che il mio buchetto si contraeva ritmicamente, un calore
cominciava ad avvolgermi e la testa mi girava. Sentii la sua
lingua lavorare instancabilmente, la saliva lubrificava il
buchetto, stavo impazzendo. Dolcemente, mi sollevò le gambe e mi
puntò l&#146;asta sul mio buco, senza forzare, voleva che
sentissi il calore della cappella sul mio culo. &#147;Voglio
scoparti così, guardandoti negli occhi mentre il mio uccello
entra dentro di te, questa sera sei mio e voglio rimanere dentro
di te tutto il tempo che voglio&#148;. Ero sdraiato sulla schiena,
tenevo le mie gambe aperte mentre il calore della sua cappella mi
stava scaldando l&#146;anima. Entrò lentamente, millimetro per
millimetro, sembrava non finire mai, il mio amante era veramente
il migliore, sapeva come possedermi senza farmi sentire dolore ma
solo piacere, ondate di caldo e di eccitazione affluivano in me
inarrestabili, era meraviglioso. Cominciò a pompare lentamente,
avvicinando ogni tanto la sua bocca alla mia per succhiare la mia
lingua o mordermi dolcemente le labbra. Continuammo così per
almeno 30 minuti, cambiando più volte posizione, ma sempre con
un ritmo dolce. Sfilò il suo lungo uccello da dentro di me e si
sdraiò sul letto, &#147;voglio che vieni sopra di me e ti infili
il mio uccello dentro come una donna, sei la mia puttana e devi
farmi godere, altrimenti non avrai più il mio uccello&#148;. Non
chiedevo altro, puntai la sua cappella sul mio buchetto,
&#147;Stefano, mi stò impalando sul tuo cazzo, è bellissimo, è
grande e mi riempie , voglio che entri dentro con tutte le palle,
voglio sentire lo sperma caldo nelle mie budella, sono la tua
puttana&#148;. Lo pompai dentro per altri 15 minuti almeno e
quando stava per venire mi disse di fermarmi, di far entrare
tutto il suo uccello nel mio culetto. &#147;quando è dentro, non
muoverti con il corpo, muovi solo i muscoli del culo, massaggiami
fino a che esplodo dentro di te&#148;. Non era facile, ma piano
piano cominciai a fare quello che voleva, il suo uccello
cominciò ad ingrossarsi ancora di più, il mio buchetto era
aperto quasi a farmi male, le sue contrazioni erano violente e
poi finalmente sentii l&#146;ultima contrazione, violenta ed
interminabile, e subito avvertii il suo seme che inondava il mio
intestino, mi scaldava l&#146;anima. Mentre ancora lui veniva mi
prese in mano il uccello e cominciò a farmi una lenta sega. Non
dovette aspettare a lungo per farmi venire, avevo ancora nel culo
il suo uccello, esplosi come una fontana schizzando Stefano sul
petto e sul viso, rivoletti di sperma scendevano dai suoi fianchi,
mi sentivo finalmente completo, felice come mai lo ero stato
prima.</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Oggi noi siamo due amanti
completi, vivi, uniti, reali. Un uomo e una donna che si amano
follemente, che si desiderano incredibilmente, che bramano ogni
momento al pensiero di vedersi, di toccarsi di essere ancora veri.
Noi siamo quegli amanti che vivono ad orari stabiliti, che vivono
attraverso la chat, il telefono, gli sms, le e-mail e tutto ciò
che la tecnologia è in grado di offrire. Noi siamo gli amanti
virtuali della nuova epoca. Noi ci amiamo come nessuno può
comprendere. Noi ci amavamo ancora prima di incontrarci. Ci
appartenevamo già, eravamo già una cosa sola, un&#146;unica
splendida realtà. Oggi siamo ancora separati. Le vacanze estive,
gli uffici chiusi per ferie, separano chi vive di giorno. Siamo
lontani; viviamo l&#146;estate in una sofferenza infinita, nel
bisogno di sentire anche solo per un attimo la voce tanto amata,
ricevere un messaggio d&#146;amore di poche parole scritte sul
display del cellulare. Trascorriamo le giornate pensando all&#146;amore
lontano, accarezzandosi desiderando di sentire la sua mano,
anziché la propria, tentare di regalare un po&#146; di gioia.
Quante volte mi sono spogliata ricordando come lo facevo davanti
a lui. Quante volte ho osservato il mio viso nello specchio,
soffermandomi sulle labbra che lui baciava con passione, con
trasporto, senza riuscire a smettere. Ancora risento la sua voce
dirmi di avermi baciata poco. Che la prossima volta lo farà di
più. Sento le sue mani calde e morbide toccarmi le pelle,
passarmi sul collo, scendere sui seni. Le sento chiaramente
carezzarmi il desiderio infinito. Avverto ancora il suo respiro
sul viso, la sua lingua cercarmi l&#146;orecchio. Osservo i suoi
occhi chiusi, nel desiderio di assaporare ogni istante del nostro
breve incontro. Ma ora siamo ancora lontani. Siamo sempre
lontani, ma ora c&#146;è il silenzio. Un silenzio così glaciale:
nessuna telefonata, né un messaggio, ne una mail. La chat chiusa&#133;per
ferie. Solo il mio pensiero, il mio ricordo di lui a tenermi viva.
Solo la mia voglia, soddisfatta a stento dalla mia mano. Solo il
mio pensiero a cercare il suo, nell&#146;oceano del desiderio.
Passerà così la mia estate. Lo sconforto mi assale, ma subito
dopo l&#146;eccitazione prende il suo posto, se solo ripenso al
suo sguardo, alla sua voce calda, a quando richiuse la porta del
nostro nido d&#146;amore, abbracciandomi forte, dicendomi che ero
finalmente sua. C&#146;è silenzio intorno. Sono sola. Senza di
lui manca il colore.</font></p>

<p><a href="http://x-storie.blog.excite.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://x-storie.blog.excite.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://raccontipornosesso.erosblog.it/"><font
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://raccontipornotrio.erosblog.it/"><font
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://storie-vere.splinder.com/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://raccontipornosadomaso.erosblog.it/"><font
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://le-storie.blog.excite.it/"><font size="1"
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</font><a href="http://raccontipornoestremo.erosblog.it/"><font
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</font><a href="http://raccontipornoerotici.erosblog.it/"><font
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</font><a href="http://qui-storie.blog.excite.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://qui-storie.blog.excite.it/</font></a><font
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size="1" face="Verdana">http://storie-amatoriali.splinder.com/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Prima dell'incidente con un
motociclista che le era costato l'amputazione di una gamba,
Heather Mills, da poco ex moglie di Paul McCartney, era una
modella che occasionalmente non disdegnava mostrarsi in topless.
Ora la 38enne Mills si trova al centro di uno scandalo a luci
rosse a causa proprio del suo passato professionale. Il
quotidiano inglese The Sun ha pubblicato una serie di fotografie
della Mills ad alto tasso erotico. Le foto sono tratte da un
libro fotografico tedesco, &quot;Le gioie dell'amore&quot;,
pubblicato nel 1988. Heather Mills vi appare nuda e impegnata in
una serie di attività erotiche con un attore porno. Quest'ultimo,
rintracciato dal Daily Mail, ha sostenuto che l'atteggiamento
disinibito della sua partner di fronte all'obiettivo gli aveva
fatto pensare che per lei quel tipo di servizi fotografici non
fossero una novità. La reazione della Mills non si è fatta
attendere: i suoi legali accusano il Sun di aver presentato le
foto come parte di un passato sconveniente che l'ex modella
avrebbe voluto tenere nascosto. Secondo quanto indicato da una
lettera giunta alla redazione del Sun, il libro incriminato era
invece semplicemente un manuale di consigli sessuali per coppie
come tanti altri, senza alcun risvolto volgare.</font></p>

<p><a href="http://chat-incontri.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Chat Incontri</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://chat-incontri.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://chat-incontri.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://chat-online.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Chat Online</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://chat-online.lovez.it/"><font size="1" face="Verdana">http://chat-online.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://chat-amicizia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Chat Amicizia</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://chat-amicizia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://chat-amicizia.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://chat-amore.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Chat Amore</font></a><font size="1" face="Verdana">
&gt; </font><a href="http://chat-amore.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://chat-amore.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://chat-single.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Chat Single</font></a><font size="1"
face="Verdana"> &gt; </font><a
href="http://chat-single.lovez.it/"><font size="1" face="Verdana">http://chat-single.lovez.it/</font></a></p>]]>
</content>
</entry>
<entry>
<title>Minerva</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ilsessosicuro.it/blog/2005/05/minerva.html" />
<modified>2005-11-08T15:46:39Z</modified>
<issued>2005-05-22T10:48:52Z</issued>
<id>tag:www.ilsessosicuro.it,2005:/blog//1.6</id>
<created>2005-05-22T10:48:52Z</created>
<summary type="text/plain">Marco frequentava da alcune settimane una chat sadomaso. Regina indiscussa di quella chat era Minerva. Le sue battute sottili e...</summary>
<author>
<name>vaga</name>


</author>
<dc:subject>Storie Hot</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.ilsessosicuro.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Marco frequentava da alcune
settimane una chat sadomaso. Regina indiscussa di quella chat era
Minerva. Le sue battute sottili e pungenti mettevano tutti a
posto in pochi colpi, ma aveva spesso parole di incoraggiamento
per tutti. </font><a href="http://www.x4x.it/"><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana">x4x</font></a></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">A Marco piaceva molto l&#146;ambiente
BDSM, gli piacevano le foto di donne dominanti che trovava su
internet e i forum sull&#146;argomento. Man mano che esplorava
questo nuovo mondo si rendeva conto che da sempre aveva avuto
nella sua mente il sogno di essere lo schiavo di una donna. Quel
giorno era a casa, la sera avrebbe festeggiato il suo compleanno
andando in discoteca con gli amici. La dedica del DJ sarebbe
stata il massimo della gratificazione. Era un po&#146; triste per
via che ormai gli si era ficcata in testa la voglia di fare lo
schiavo e non vedeva soluzione pratica all&#146;orizzonte. Così
accese il computer ed entrò nella chat per lui ormai così
familiare. Salutò l&#146;OP e gli confidò che quello era il
giorno del suo compleanno. La mitica Minerva entrò poco dopo.
Era sempre gentile e si sapeva che non accettava mai di parlare
in privato con gli altri partecipanti. Sosteneva che quello era
un salotto ed il bello era la conversazione a più voci. Come al
solito Marco usciva dal suo angolino con allegri commenti e
spiritose battutine. La voglia di prendere in giro era più forte
di lui, anche se si rendeva conto che forse non era il modo
migliore per essere agganciato dalla padrona dei suoi sogni.
Miracolo! Minerva lo chiama in privato &#147;Buon compleanno
Marco! Come va?&#148; &#147;Grazie Padrona&#148; si affrettò a
rispondere e la conversazione andò avanti tranquillamente per un
po&#146;. Certo Marco usava la parola grazie un po&#146; troppo
spesso, era intimidito dal fatto di discutere con quella che
intuiva essere una mistress anche nella realtà, voleva riuscire
ad interessarla, sperando che fosse lei ad introdurlo finalmente
nel mondo che tanto sognava e così continuava ad uscirsene con
quei &#147;grazie&#148; così goffi ed impacciati. Minerva lo
interrogava su tanti piccoli fatterelli e sui suoi gusti in fatto
di cinema, cibo, arte. Sembrava che il BDSM fosse al di fuori dei
suoi interessi. Dopo una mezz&#146;oretta, che sembrò a Marco
lunghissima, Minerva gli comunicò che doveva lasciarlo, ma che
gli faceva un ulteriore regalo di compleanno: il suo numero di
ICQ. Al colmo della gioia Marco prese nota del numero e si
profuse nell&#146;ennesimo grazie. Da quel giorno Marco sbirciava
nella chat amica ogni volta che poteva e se incontrava Minerva le
chiedeva di passare su ICQ in privato. Ormai la sua giornata
trascorreva nell&#146;attesa dei momenti magici con Minerva. Lei
lo introduceva in quel mondo meraviglioso a poco a poco,
seducente maestra di perversioni. Un giorno arrivò l&#146;ordine
di andare in un sexy shop a comprare un paio di mollette per
capezzoli. Emozionatissimo Marco ne scelse uno lontano da casa,
per non fare cattivi incontri. Per fortuna c&#146;era una
commessa che lo consigliò con piglio sicuro e professionale.
Mente tornava a casa in macchina ad ogni semaforo rosso scartava
il pacchetto. Poi accarezzava quei due oggettini con vero piacere.</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">A casa li provò immediatamente.
Una sensazione nuova e bruciante fece la sua comparsa nella sua
mente. Ma la sera fu grandiosa. Chattando con Minerva lei gli
ordinò di applicarsi le mollette. Non subito. Prima gli disse di
spogliarsi pensando di essere davanti a lei, poi di inumidirseli
con la saliva e di farli diventare eretti. Avrebbe dovuto pensare
che era lei in persona a svolgere queste operazioni. Era al colmo
dell&#146;eccitazione: Si sentiva a mille ed era meraviglioso
raccontare alla sua padrona le nuove sensazioni man mano che
nascevano nella sua mente. Poi fu la volta del negozio di nautica
per 20 metri di cima da cinque millimetri di diametro per i primi
bondage dei genitali e delle mani. Poi di nuovo al sexy shop per
un paio di guanti di latex. Minerva gli spiegò come renderli
lucidi. Poi in ICQ gli ordinò di metterseli e di sentire le
sensazioni che gli avrebbero dato le mani della sua padrona sul
suo corpo. Usciva da quegli incontri sempre più eccitato e la
negazione della presenza reale della sua padrona gli appariva
sempre più una feroce crudeltà. Era ormai passato quasi un mese
quando durante una sessione virtuale Minerva gli chiese il suo
numero di telefono. Lo squillo arrivò dopo pochi secondi. &#147;Ciao
caro&#148; la voce era calda e sensuale, ispirava sicurezza e
serenità. &#147;Benissimo, riceverai una mail con le mie
istruzioni. La tua voce è molto simpatica, ciao tesoro&#148; Non
aggiunse altro e Marco non riuscì a dormire dall&#146;eccitazione.
L&#146;indomani arrivò l&#146;attesissima mail. Gentilissimo
schiavo, domani alzati di buon mattino. La prima volta è meglio
incontrarsi in un luogo pubblico, devo studiarti per decidere se
mi piaci al punti da ammetterti al mio servizio, ma la cosa è
quasi sicura. In questo mese ti sei comportato veramente bene.
Bacino. Lei si avvicinò, con il braccio sinistro lo abbracciò e
con la mano destra, rimasta fra i loro corpi, strinse tutto
quello che c&#146;era da stringere fra le gambe. Ti dovrai
trovare alle 11:00 davanti al bar di fronte all&#146;Università.
Prima di uscire indosserai il bondage dell&#146;ultima volta: un
bel nodo alla base del tuo pisellino per tenerlo duro duro, come
piace alla tua padrona, poi lo avvolgerai tutto fino in cima e
poi una bella legata alle tue palline di maschietto ubbidiente.
Dieci minuti prima delle undici hai il permesso di massaggiarti i
capezzolini e applicarci le mollette. Credo che mi riconosceresti
tra mille senza problemi, comunque sappi che sarò vestita di
nero. Tu invece, per agevolare la mia ricerca indosserai una
cravatta nera. Marco era naturalmente eccitatissimo e Minerva lo
capiva benissimo. Alla fine dell&#146;intervento lei gli propose
di rilassarsi con un gelato in un bar tranquillo. Lei lo condusse
per l&#146;originale guinzaglio e si sedettero vicini. A domani
tesoro. Tua Minerva.</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Alle undici in punto Marco era
davanti al bar, come convenuto. Le gambe gli tremavano, si
domandava chi glielo avesse fatto fare, poi si rassicurava
dicendosi che in un luogo pubblico non poteva succedergli niente
di male e così via. I suoi timori non ebbero il tempo di
trasformarsi in panico: Minerva era spuntata davanti a lui
preceduta da un paio di tette imponenti. Sorridendo lei gli disse:
&#147;Sei Marco vero?&#148; &#147;Sì padrona&#148; rispose lui.
Si era preparato questa risposta provandola a lungo, aveva avuto
una tale paura di rimanere imbambolato senza dire nulla. Minerva
lo abbracciò come si fa con un vecchio amico e lo baciò sulle
guance. Decisamente sapeva come farlo stare a suo agio. Marco
provò una sensazione di calore. Minerva gli disse: Lei si
avvicinò, con il braccio sinistro lo abbracciò e con la mano
destra, rimasta fra i loro corpi, strinse tutto quello che c&#146;era
da stringere fra le gambe. La tecnica era perfetta. Anche se ci
fosse stato qualcuno vicino non si sarebbe accorto di nulla.
&#147;Con te andrei in capo al mondo&#148; fu la pronta risposta.
Marco le si mise al fianco come un cagnolino e aggiunse &#147;ho
ancora una cosina da mostrare... Dopo essermi legato i genitali
è avanzata un po&#146; di corda, così l&#146;ho fatta
proseguire nella tasca sinistra attraverso un buchino. Se vuoi
puoi tirarla e tirerai il mio bondage. Ho fatto bene?&#148;
&#147;Sei fantastico! Un meraviglioso schiavo intraprendente.
Questo sì che è un bel regalo. E dove sarebbe questo spago?&#148;
Marco le prese la mano destra, la baciò timidamente e la guidò
verso la sua tasca sinistra. Minerva raggiunse la corda e tirò.
&#147;Funziona?&#148; Marco gemette leggermente e disse &#147;Penso
di sì&#148;. &#147;Allora procediamo&#148; Minerva lo guidò
verso l&#146;aula e si sedettero uno accanto all&#146;altro.
Marco poco prima dell&#146;inizio si permise di sussurrarle all&#146;orecchio:
&#147;I tuoi capelli mi fanno impazzire&#148; Minerva aveva
effettivamente dei magnifici capelli neri che le scendevano
copiosi lungo le spalle. Marco aveva spesso fantasticato di
spazzolarli e accarezzarli. &#147;Sfacciato&#148; lei rispose,
poi sorridendo gli disse &#147;se vuoi puoi accarezzarli&#148;.
Marco era felice. Li accarezzò timidamente finché entrò il
vecchio trombone che doveva tenere il seminario. Minerva seguiva
con attenzione e prendeva appunti, Marco la guardava incantato.
Chissà dove sarebbe arrivato con lei! Anche Minerva era molto
contenta di quel ragazzo. Le piacevano i suoi modi gentili ed
educati, la sua intelligenza e spiritosità, quanto poi alla sua
attitudine da schiavo, quella era una magnifica ciliegina sulla
torta. Ogni tanto pensava alla sua nuova conquista e la mano
lasciava la penna, raggiungeva la tasca di Marco e tirava la
corda magica. Poi si gustava l&#146;espressione di Marco e godeva
del potere che aveva su di lui. Pregustava tutto il piacere che
avrebbe potuto trarne in futuro. Ogni tirata aumentava il loro
livello di sintonia. Era così bello per entrambi fare un gioco
sessuale fra persone quasi sconosciute, le loro energie erano
concentrate sul piacere di lei, non filtrate da tutte quelle cose
che accadono quando due persone si conoscono in una maniera
tradizionale. Il fatto che i desideri segreti di Marco fossero le
prime informazioni che Minerva aveva avuto di lui e che lei li
avesse condivisi era meraviglioso e magico.</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Chiacchieravano amabilmente ed
il loro affiatamento cresceva, soprattutto grazie all&#146;abilità
di Minerva. Era bellissimo vedere i suoi denti schiudersi per far
posto al gelato. &#147;Mi piacerebbe mangiarti&#148; lei disse,
succhiò sensualmente il cucchiaio colmo di gelato e lo tolse
dalla bocca dopo averne modellato con le labbra il contenuto. Poi
lo avvicinò alla bocca di Marco e lo imboccò. &#147;Mi piace
che i miei schiavi dipendano da me per il loro cibo&#148; Sempre
con nonchalance ogni tanto Minerva pescava una cucchiaiata dal
gelato suo o di Marco e gliela porgeva. Marco era sempre più
catturato dal fascino della creatura dai capelli corvini. Ad un
certo punto Minerva prese dalla coppa di Marco un po&#146; di
panna con un dito e glielo porse. Lui succhiò con voluttà. Il
fatto che lei disponesse a suo piacere del suo gelato e di lui
stesso lo rendeva felice. Per la prima volta si sentiva completo.
Poi dopo una bella tirata alla cordicella Minerva gli disse:
&#147;I tuoi genitali devono essere in fiamme vero?&#148;. &#148;Effettivamente....&#148;
&#147;Ascolta: fra poco inizierà un nuovo intervento e penso che
tu ti debba rilassare. Vai alla toilette, levati il bondage&#148;
mentre parlava lei tirò fuori dalla borsetta una scatola di
fiammiferi, versò il contenuto sul tavolino e gliela porse
&#147;e pensa a me mentre ti liberi. Pensa alle mie mani che ti
sciolgono il sesso, pensa che mi stai accarezzando i capelli,
pensa che sono io che ti mungo. Hai capito? Ti sto dando il
permesso di venire. Metti quello che ti esce nella scatoletta e
riportamela. Il contenuto è mia proprietà, schiavo.&#148;.
Marco prese la scatoletta tremando e si recò alla toilette. L&#146;ultima
parola di Minerva gli era sembrata un premio al suo
comportamento, una specie di promozione sul campo, ne era
orgoglioso. Lei lo accompagnava con lo sguardo pensando a quanto
sarebbe stato divertente sculacciarlo ben bene tenendolo sulle
ginocchia. Chissà, magari al prossimo incontro. Marco tornò
rilassato. Quell&#146;interminabile erezione gli stava facendo
scoppiare il cervello, ma solo ora che era terminata comprese
quanto era stato in tensione. Minerva lo accolse con un sorriso e
gli fece cenno di darle la scatoletta. Era venuto dopo pochi
colpi e aveva messo tutto il secreto nella scatoletta come
richiesto. Minerva la aprì, prese il cucchiaino di Marco e scavò
un buco nel suo zabaione. Poi con lo stesso cucchiaino prese il
liquido della scatoletta e lo mise nel buco appena preparato. Poi
prese un po' di zabaione e di sostanza gelatinosa. Lo porse a
Marco. Marco si accostò con timore, poi ingoiò. La cosa si
ripeté: a poco a poco il ribrezzo di Marco calava. Passò dalle
prime timide cucchiaiate piene di gelato e con una puntina di
seme a quelle sempre più ricche del suo succo. Poi Minerva smise
di imboccarlo e lui proseguì da solo. Minerva gli chiese: &#147;Allora?
Non ti piace?&#148; &#147;Sì padrona, è ottimo&#148; Lei
sorrideva incoraggiante. Poi Marco prese una cucchiaiata liscia e
assaporò il suo prodotto. La cosa era per lui nuova. Si sentiva
umiliato, ma anche orgoglioso di mostrarsi ubbidiente alla sua
padrona. Sorrise. Lei con il suo cucchiaino prese l&#146;ultima
cucchiaiata disponibile e ingoiò. &#147;A me piace&#148; disse
&#147;perché non dovrebbe piacere anche a te?&#148; &#147;Chissà
quanti pompini con l&#146;ingoio ti sei fatto fare, cattivello, e
non volevi provare?&#148; Era affascinante. Quel Marco la
stuzzicava sempre più. Lo sentiva così plasmabile, così dolce,
così facile ad essere preda della sua sensualità. </font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Poi Minerva lo baciò a piena
bocca e gli cacciò la lingua fino in fondo, quasi con violenza.
Marco si sentì posseduto. Poi la vide andare via e rimase solo
ad aspettare il suo futuro pieno di rosee speranze. Si mette gli
orecchini poi mi prende per mano e mi porta nella mia cameretta.
Quando siamo dentro &#147;Togliti la divisa&#148; e apre l&#146;armadio.
Io mi svesto degli accessori e del vestito. &#147;Vediamo un po&#146;&#133;
ecco quello che fa per te&#148;. Ne tira fuori una camicetta a
fiorellini semitrasparente a maniche lunghe e una ampia e fluida
gonnellina fucsia. I risvolti del colletto, dei polsini e il
fondo della gonna sono guarniti da arricciature molto evidenti.
Indosso i vestiti e mi guardo allo specchio. Sembro una ragazzina
frivola, di sopra, con un abbigliamento sexy, sotto. La gonna
arriva alla coscia e la bordatura semitrasparente non riesce a
nascondere il pizzo delle calze a rete. Mi sento tanto &#147;puttana&#148;
e facilmente violabile. &#147;A posto. Ora posso andare. Puoi
leggere o guardare la televisione, ma ricorda di ubbidire sempre
al Padrone. Ci vediamo per l&#146;ora di pranzo. Ciao&#148; ed
esce dalla porta senza aspettare una mia risposta. A distanza
sento sbattere la porta. Non ho avuto ordini particolari e cerco
di starmene per conto mio. Ne approfitto per curiosare nella
stanza. Apro il famoso armadio per vedere se trovo qualcosa di
interessante. Niente, solo vestiti, tutti rigorosamente femminili.
Anche molto giovanili, alcuni infantili e comunque molto frivoli.
Nella scena due donne fanno l&#146;amore tra di loro in una
camera da letto. Poi arrivano tre uomini e mentre una viene messa
in un angolo e frustrata, l&#146;altra è oggetto di sesso degli
altri due. Cazzi in bocca, poi nel culo, poi di nuovo in bocca e&#133;
la mano di Marco che mi carezza sulla coscia. Gioca con le
bretelline del reggicalze tirandole e facendole schioccare sulla
mia pelle. Franco non è da meno e solleva la gonna fino a
raggiungere le mutandine. Anche la biancheria ha lo stesso
aspetto. Penso che la Padrona abbia più il piacere di trovare
una persona da assimilare ad una nipotina, da usare come una
bambola da vestire, piuttosto che una domestica. Sicuramente
quando la sera prima ha goduto con me, lo ha fatto pensando ad un
piacere lesbico, come fossi stato una donna e non un uomo. E il
Padrone? Lui si diverte e sfrutta la situazione. Forse lui è il
vero master della situazione. Il contatto del mio sedere con il
divano, mi fa fare un piccolo sobbalzo perché sento ancora
dolore. Vedo che Franco e Marco si guardano sorridendo per questa
mia reazione. Marco fa partire il videoregistratore con il
telecomando. Solo ora, in questa nuova posizione mi accorgo di
quanto sia cortissima la mia gonna e la sistemo al meglio per
coprire le cosce e non far vedere le bretelline della guêpiere.
Parte il filmato e loro due non sembrano interessati a me. E&#146;
una ripresa amatoriale di un loro conoscente. Non tardo a capire
che il contenuto di tale film è decisamente hard e vedo Marco e
Franco con i pantaloni aperti che si masturbano. Anche io mi
eccito nella visione e sento che lo stretto perizoma non è più
in grado di contenermi.</font></p>

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<title>Riflessi di Luce</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ilsessosicuro.it/blog/2005/05/riflessi_di_luc.html" />
<modified>2006-06-16T09:58:06Z</modified>
<issued>2005-05-09T18:11:46Z</issued>
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<created>2005-05-09T18:11:46Z</created>
<summary type="text/plain">Come posso sperare che domani sia un giorno normale, che il primo pensiero al risveglio mi conduca ad occhi chiusi...</summary>
<author>
<name>vaga</name>


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<dc:subject>Storie Hot</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.ilsessosicuro.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Come posso sperare che domani
sia un giorno normale, che il primo pensiero al risveglio mi
conduca ad occhi chiusi in cucina e il vapore della moca mi
schiuda le palpebre ancora appiccicose di sonno. Come posso
pensare che questo giorno, che lentamente finisce e m&#146;avvolge
come lenzuola di seta, possa scivolare indifferente ed anonimo
come il sudore sotto la doccia dopo una giornata di lavoro. <br>
</font><a href="http://racconti-lesbo.xgo.it/"><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana">Racconti Lesbo</font></a><font
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size="1" face="Verdana">Racconti Porno</font></a><font
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href="http://racconti-trans.xgo.it/"><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana">Racconti Trans</font></a><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana"> </font><a
href="http://racconti-hard.xgo.it/"><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana">Racconti Hard</font></a><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana"> </font><a
href="http://racconti-erotici.xgo.it/"><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana">Racconti Erotici</font></a></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Come posso lasciarmi alle spalle
quello che stasera è successo, o meglio, quello che
volontariamente ho voluto, perché nessuno m&#146;ha puntato
pistole o minacciato di squartarmi fegato e cuore a piccoli pezzi.
Eppure gli affetti non mi mancano, ho una famiglia, dei nipoti
che mi stringono il cuore quando mi chiamano zia. Ho un cane che
impaziente m&#146;aspetta in giardino la sera, con il muso
schiacciato alla ringhiera e gli occhi fissi al cancello che non
guardano altro. Vorrei che tutto ciò fosse soltanto un maledetto
sogno, un incubo fuori orario che ti fa svegliare di soprassalto
con il cuore che sbatte e s&#146;allarga oltre le ossa e la
carne, ma che dopo un istante di ragione torna tutto normale,
perché nulla è successo e la casa, silenziosa e accogliente, ti
ripara dai tuoni e dal temporale che incombe di fuori su Roma.
Vorrei che fosse soltanto una brutta storia raccontata davanti ad
una tazza fumante di the o un film visto comodamente in poltrona
magari con Rossella che spera e si rassegna che domani è
semplicemente un altro giorno. Ed ora cammino in equilibrio sopra
un filo di sputo misto a sangue, che s&#146;allunga e s&#146;incunea
fino a sfiorare l&#146;asfalto, che bagnato riflette strascichi e
pattume di una notte che meglio sarebbe riuscita senza varcare la
soglia di casa, che meglio comunque sarebbe passata senza
avvertire questa maledetta rivincita che adesso mi pento d&#146;averla
provata. Mi sento sporca di dentro e di fuori, tra i capelli
pieni di pioggia che colano lungo le spalle e a malapena mi
coprono quello che il vestitino nero da sera non potrebbe più
fare. E con questo seno nudo e sfrontato vado incontro a quella
luce sbiadita che da lontano m&#146;orienta e mi conduce dove
altrimenti non saprei dove andare. Eppure questi sassi, quest&#146;acquedotto
che sa di antica Roma e corre lungo la via mi sono stranieri,
come questa luna che ocra riflette, non è il profilo che io
conosco, la parte che mi culla e mi rassicura la sera prima che
il sonno mi rapisca la mente. Nulla m&#146;è più familiare,
tranne quella luce stinta e scolorita che ad ogni passo si fa più
mistero, come due occhi truccati di ombretto e mascara dentro un
chador.</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Prima di uscire ero in casa con
la tavola ancora disordinata di molliche di pane e d&#146;avanzi,
quando un&#146;impazienza scomposta ed improvvisa m&#146;ha fatto
sentire più inutile di un gelato d&#146;inverno, come se fuori
il mondo girasse e godesse quello che non m&#146;era più
permesso, come se il mio ex marito stesse scopando con la sua
nuova compagna, come se il mio amante attuale stesse apprezzando
il culo formoso di sua moglie in cucina, come se i miei organi
interni avessero all&#146;improvviso cambiato di posto. E con il
cuore in gola e la vendetta nel cervello ora faccio fatica a
razionalizzare momenti dove la ragione non ha voluto mettere
piede, nemmeno per indicarmi l&#146;ora sconveniente dell&#146;orologio
sulla parete del bagno mentre m&#146;abbellivo e mi coloravo per
farmi più identica all&#146;idea criminale che mi frullava nella
mente. Semplicemente non sopportavo che il mondo fosse libero di
godere privo di quegli ostacoli che invece la mia mente erigeva
nelle tante occasioni, che il mondo in quell&#146;istante stesse
disperdendo fiumi di sperma e liquidi lubrificanti di femmine che
allargavano le cosce e gridavano senza problemi il loro piacere.
Come la mia vicina di casa che in quel momento la sentivo
aggrapparsi alla spalliera del letto o alla maniglia della
finestra e gemere indecente sotto i colpi di un pene di nascosto
da suo marito a Milano per lavoro. Avvertivo un bugiardo fremito
affilato di caldo che risaliva lungo la schiena fino a riscendere
davanti, appuntendo i miei seni e gonfiando più in basso il mio
ventre, ma che tuttavia sarebbe rimasto tale senza farsi fragore
ed orgasmo. Lo sentivo, misto a dolore, farsi strada tra le mie
viscere fino a ferirmi la mia parte più fertile che s&#146;apriva
spontanea ed obbediente all&#146;idea folle di uscire ed andare
per provarne ancora una volta l&#146;effimero abbozzo di piacere,
senza per altro avere in mente uno straccio di dove, un pezzo di
mondo per non essere anonima. E più mi guardavo allo specchio e
più mi illudevo che non c&#146;era nulla di male prendere un
taxi ed andare incontro alla sera, incontro all&#146;idea
disperata che in quell&#146;istante non era altro che un&#146;ombra,
che inconsistente prendeva via via forma e colori, bellezza e
sensualità, e semplice voglia di passare una vera notte. </font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Ma sapevo che tutto ciò era
soltanto un sogno, era soltanto un altro maldestro tentativo per
rimanerne delusa, per ricacciarmi nelle ombre frigide della mia
mente che mi spezzavano, nel momento migliore, ogni velleità di
provare piacere e di essere femmina tutta. Avrei potuto chiamare
la mia amica Silvia che sicuramente m&#146;avrebbe presa per
pazza, ma quel numero di telefono sbatteva violento tra le pareti
del mio cervello, quel numero di nove cifre che per un caso
fortuito ne ero entrata in possesso. L&#146;ho composto, per la
prima volta, come un pianista inesperto ripassa un solfeggio,
fino a che una voce dall&#146;altro capo del fino, ha
smolecolato, come aspirina dentro un bicchiere, anni di pianti e
ragioni, stati d&#146;animo impotenti di rabbia e depressione che
ancora oggi mi tornano violenti senza preavviso. Non so perché
proprio lui, tra i tanti uomini svegli a quell&#146;ora, ho
deciso di sfidarmi e di sfidarlo senza che nemmeno un pizzico di
coscienza mi sia venuta in aiuto. L&#146;ho trovato seduto mezz&#146;ora
dopo al primo autogrill che s&#146;incontra in autostrada per
Napoli, intento a fissare la porta dove prima o poi sarei
riapparsa dopo anni e tanti tagli di capelli, domandandomi se
quello attuale fosse stato il migliore. Nonostante gli anni era
identico alla foto del giornale che gelosamente conservavo, chissà
perché poi, dentro un libro di Sibilla Aleramo. Prima d&#146;allora
non avevo mai visto quella faccia in carne ed ossa, non avevo mai
avuto la curiosità di vedere chi nel tempo portavo ancora dentro
provocandomi nausee che nessun vomito m&#146;avrebbe potuto
liberare. Ed ora lì di fronte, mi sorrideva come un amico che
non vedi da tempo, come un padre pentito d&#146;aver abbandonato
la famiglia, come un uomo che non ha ancora capito se è arrivato
il momento di allungare le mani. Avrei voluto chiedergli perché
proprio io, perché tra le tante donne che si fermano per un caffè
aveva adocchiato proprio me. Forse per i miei tacchi che ancora m&#146;ostino
a portare alti, o per le mie gambe dritte e perfette che tutte m&#146;invidiano,
o perché, semplicemente, avevo un&#146;aria da preda, da cagna
che è lecito, nella mente di un maschio, abusarne senza troppi
convenevoli. </font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Non ero più bella di altre, non
ero più provocante di tanti altri giorni quando cerco un
parcheggio o salgo su un aereo ed accavallo le gambe. Perché
proprio quella sera? E poi m&#146;aveva seguito per centinaia di
metri, tra le macchine in sosta, lungo il piazzale coperto di
neve, senza perdermi di vista, senza distogliere quell&#146;idea
fissa che si stava facendo violenza e sopruso verso chi ignara
non pensava altro che tornarsene a casa, farsi una doccia
bollente e telefonare a mio padre come tutte le sere. Non feci in
tempo ad aprire lo sportello della mia macchina, non feci in
tempo a rendermene conto che due braccia strette a morsa mi
stavano sollevando e scaraventando dentro un camion pieno di
pneumatici. Vorrei che fosse soltanto una brutta storia
raccontata davanti ad una tazza fumante di the o un film visto
comodamente in poltrona magari con Rossella che spera e si
rassegna che domani è semplicemente un altro giorno. Non so
perché proprio lui, tra i tanti uomini svegli a quell&#146;ora,
ho deciso di sfidarmi e di sfidarlo senza che nemmeno un pizzico
di coscienza mi sia venuta in aiuto. Quell&#146;odore di gomma m&#146;è
rimasto per anni appiccicato nel naso misto a quel sudore
stagnante di uomo che mi tappava la bocca e mi deturpava la carne
intima ed arida. Semplicemente non sopportavo che il mondo fosse
libero di godere privo di quegli ostacoli che invece la mia mente
erigeva nelle tante occasioni, che il mondo in quell&#146;istante
stesse disperdendo fiumi di sperma e liquidi lubrificanti di
femmine che allargavano le cosce e gridavano senza problemi il
loro piacere. Ma nessuno m&#146;avrebbe potuta sentire, ed
infatti non gridai assecondandolo in tutto e per tutto al punto
che un poliziotto per caso avrebbe potuto confondere uno stupro
con un atto d&#146;amore. Non sono svenuta, non ho cercato di
scappare ed ancora adesso mentre guardo quelle mani, le stesse
mani d&#146;allora, mi domando come è stato possibile non
provare paura, anzi essere più generosa che con mio marito o con
il mio amante d&#146;adesso che mi consuma le membra e mi devasta
il cervello senza per questo provare il minimo orgasmo.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Consigliati</strong><br>
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<p><font size="1" face="Verdana">Si è svolto in Canada il primo
Feminist P. Awards, evento dedicato ai film hard che esaltano il
piacere femminile. E che spesso sono diretti e prodotti da donne.
E' stato il Canada ad ospitare il primo Feminist Porn Awards,
manifestazione che premia i film pornografici che esaltano il
piacere femminile. Diverse le categorie in concorso, dalla
migliore regista donna al miglior orgasmo. &quot;Purtroppo in
giro c'è troppa pornografia di infima qualità, in cui l'immagine
della donna è svilita in maniera inaccettabile&quot;, racconta
Chanelle Gallant, organizzatrice dell'evento: &quot;Vogliamo far
sapere che esiste anche un altro tipo di cinema a luci rosse, in
cui il piacere femminile non è meno importante di quello
maschile&quot;. &quot;Molti pensano che pornografia e femminismo
siano incompatibili&quot;, spiega la scrittrice Tristan Taormino,
&quot;io invece credo che il porno possa essere anche un atto
politico, valido e convincente tanto quanto altre forme di
attivismo all'interno dei movimenti femministi&quot;. Secondo
Abiola Abrams, produttrice e regista di film a luci rosse, un
cambiamento decisivo è avvenuto quando le donne sono passate
dietro la cinepresa e dietro la scrivania. &quot;Donne registe e
donne produttrici non hanno solo elevato la qualità del prodotto,
ma lo hanno reso appetibile anche per il pubblico femminile&quot;.
&quot;In pochi credevano al mio stile soft porno, che io
definisco romantico&quot;, racconta Candida Royalle, una delle
registe donne più quotate, &quot;ma i produttori si sono fatti
convincere dalle vendite.&quot; </font></p>

<p><a href="http://annunci-incontri.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">Annunci Incontri</font></a><font size="1"
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size="1" face="Verdana"> <br>
</font><a href="http://annunci-amicizia.lovez.it/"><font size="1"
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face="Verdana"> &gt; </font><a
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</content>
</entry>
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<title>Vergine indecisa</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ilsessosicuro.it/blog/2005/04/vergine_indecis.html" />
<modified>2005-08-31T11:48:54Z</modified>
<issued>2005-04-19T18:10:21Z</issued>
<id>tag:www.ilsessosicuro.it,2005:/blog//1.1</id>
<created>2005-04-19T18:10:21Z</created>
<summary type="text/plain">Scandalo nazionale in Perù per una diciottenne di Lima che ha deciso di mettere all&apos;asta la sua verginità. L&apos;opinione pubblica...</summary>
<author>
<name>vaga</name>


</author>
<dc:subject>Notizie Hot</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.ilsessosicuro.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Scandalo nazionale in Perù per
una diciottenne di Lima che ha deciso di mettere all'asta la sua
verginità. L'opinione pubblica la accusa di disonorare la sua
patria.</font></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Graciela Yataco, conosciuta come
Gracia nella professione di attrice e modella, vive nella
periferia della capitale peruviana. Lavora da quando ha dodici
anni, ma solo da un anno ha intrapreso la carriera nel mondo
dello spettacolo. &quot;Guadagno circa 60 dollari al mese. Ma non
bastano e non voglio rimanere povera tutta la vita&quot;, ha
dichiarato la Yataco in una intervista a BBC news. Graciela è
balzata agli onori della cronaca dopo aver pubblicizzato su
giornali, radio, televisioni e Internet la decisione di mettere
all'asta la sua verginità e concedersi al miglior offerente. La
sua scelta è diventata una questione pubblica nazionale;
giornali e talk show si occupano del caso e l'opinione pubblica
prende posizione. C'è chi pensa si tratti di prostituzione, chi
le consiglia uno psicologo, chi pensa Graciela sia solo più
scaltra delle sue coetanee. La maggior parte dei giudizi è
comunque particolarmente duro. Il Perù è un paese profondamente
cattolico e questo caso ha ferito l'orgoglio nazionale. &quot;L'offerta
più alta mi è arrivata da un canadese: 1.500.000 dollari per
fare sesso con me. Per il momento gli ho detto di no. Mia madre
mi ha fatto capire che i soldi non sono la felicità&quot;, ha
raccontato Graciela. Dopo il suo rifiuto, si è diffusa
l'opinione che l'asta non sia altro che una trovata per farsi
tanta pubblicità gratuita.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://www.sborrate-faccia.eu.tc/"><font size="1"
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</font><a href="http://www.donne-mature.int.tc/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sborrate-bocca.eu.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sborrate-bocca.eu.tc/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.donne-famose.info.ms/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sborrate-culo.eu.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sborrate-culo.eu.tc/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.foto-porno.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.foto-porno.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.ingoio-sperma.eu.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.ingoio-sperma.eu.tc/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.manga-erotici.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.manga-erotici.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.bocchini-ingoio.eu.tc/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.ragazze-nude.int.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.ragazze-nude.int.tc/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.bocchini-amatoriali.eu.tc/"><font
size="1" face="Verdana">http://www.bocchini-amatoriali.eu.tc/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Tu vedi i miei occhi celesti di
cielo, il seno montagne da varcare le gole, che snodi all&#146;ebbrezza
di cogliermi intatta, come rosa di maggio che si schiude all&#146;amore.
Sussurri parole che sanno di miele, di ciuccio che intingi nell&#146;acqua
di mare, perché io lo succhi e sappia di sale, il primo t&#146;illudi
che assaggio da sempre. Accarezzi la luce di onde di seta,
seguendo le forme diafane al tatto, mentre guardi il riflesso d&#146;un&#146;anima
pura, d&#146;una rosa fragrante impalpabile all&#146;aria. Non
coprirla di baci rimani distante, l&#146;odore che senti t&#146;imbroglia
e ti truffa, perché è fatta di stenti di incurie degli anni, d&#146;orgasmi
guariti a fatica dal tempo. Lascia che il sogno non schiuda le
labbra, e ti sia proibito cercarmi più in fondo, perché ciò
che vedi t&#146;inganna e t&#146;illude, mentre svaso la gonna e
ti intossico il sangue. Rimani distante rimani qui fuori,
apprezza il candore che fingo e ti offro, perché nell&#146;intimo
dentro ti giuro non trovi, altrettanta bellezza convinto che
giuri. Negli anni mi cerco e marco i contorni, di labbra che
rosse stingo al bisogno, di uomini onesti e figli di cani, che m&#146;hanno
insegnato a camminare di notte. A schivare lo sterco a passi di
danza, senza che il cuore s&#146;accorga per caso, che dipingo le
labbra di porpora e pepe, per essere zingara d&#146;un circo
ambulante.Sono fatta di spine angosce e tormenti, vuote parole
che pioggia riempie, sono petali secchi friabili ai venti, che un
soffio li sparge e non rimane che niente. Chissà che diresti se
mi vedessi davvero, con un cappello da sera e guanti di rete, che
aspetto e raccolgo solo acqua piovana, avanzi di mondo di semi
infecondi. Sono fatta di niente di buchi di ventre, slargati da
rami senza gemme di pesco, nel silenzio per strada tra le tenebre
fitte, tintinno i miei cerchi cadenzati alle voglie. Sono fatta d&#146;istinti
di gatta in calore, che miagola ai tetti nel freddo di notte, di
canti d&#146;uccelli aggrumarti sui fili, che bramano bocche come
scoli all&#146;aperto. Rimani distante il resto non conta, non
serve all&#146;amore il colore degli occhi, spalanco le gambe per
essere foce, come mare che accoglie i detriti dei fiumi. Rimani
distante rimani stanotte, perché l&#146;alba domani rifletta
alla luce, che quello che offro è madre di terra, dove nasce tra
i fiori una rosa d&#146;inverno.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://www.pompini-sborrate.ze.cx/"><font
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size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso-manga.biz.st/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
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</font><a href="http://www.pompini-bocchini.ze.cx/"><font
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.piedi-femminili.ze.cx/"><font size="1"
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</font><a href="http://www.fumetti-manga.ze.cx/"><font size="1"
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</font><a href="http://www.piedi-nudi.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.piedi-nudi.ze.cx/</font></a><font
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</font><a href="http://www.manga-erotici.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.manga-erotici.ze.cx/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Chiudi gli occhi, amore mio.
Respira il profumo dei nostri corpi, assapora la forza delle mie
carezze. Ti ho qui, adesso. Vorrei fermare il tempo, godermi
questo eterno istante di te. Ma il destino è beffardo, una volta
di più: ti sento scivolare via da me come acqua tra le dita e
tutta la mia forza non basterà a trattenerti al mio fianco, non
come vorrei. Mi parli dei tuoi nuovi amici, giochi di carne,
ennesimi gomitoli con i quali ti stai già divertendo nei tuoi
pensieri di gatto annoiato. Fingo un interesse vigliacco, gioco l&#146;ultima
partita contro me stessa. Voglio far parte del tuo circo, sbatto
il mio orgoglio fuori da questa stanza; mi accontento di restare
nello sfondo della tua esistenza, ma ho bisogno di esserci.
Riducendomi a clown, forse. Ma so che prima o poi verrai a
cercarmi, tu hai bisogno di me, io lo so. Non è vero? Continui a
raccontarmi della tua ultima conquista, l&#146;ultimo pesce
caduto nella tua trappola. Ti offro una complicità inesistente,
mentre dentro mi sento morire quando mi parli dei giochi che
farete insieme. Sembri non accorgertene. Sembri non sentire il
mio stomaco che ti urla il suo disprezzo, mentre le mie labbra
sussurrano parole d&#146;amore. Mia prima ed ultima volta. Non
hai avuto il coraggio dirmelo, eppure io l&#146;ho capito subito.
Non dirmi &#147;ti voglio bene&#148;, dimmi &#147;ti voglio&#148;
e basta. Non dirmi che sono l&#146;amica più cara che tu abbia
mai avuto, dimmi che sono stata la migliore delle tue amanti. Ho
adorato il tuo corpo, l&#146;ho baciato, coccolato. Sono stata ai
tuoi giochi, obbediente schiava dei tuoi orgasmi, remissivo
animale in gabbia davanti alla tua frusta, sorda alle mie braccia
che urlavano di dolore mentre mi tenevi legata per ore, ferma
immobile, per il solo piacere di godere del mio fisico deformato
dalle tue corde. Vorrei conoscere la mossa vincente, quella
parola detta al momento giusto che ti renderà mia per sempre.
Eppure più mi sforzo per cercarla e più mi convinco che
semplicemente non esiste. Ho paura. Paura di non sentirti più
respirare al mio fianco la notte, paura di non trovare più i
tuoi orecchini sul comodino la mattina mentre ancora dormi. Paura
di non sentire più le tue carezze, paura di non dover più
obbedire ai tuoi ordini. Paura che qualcuno prenda il mio posto.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://fumetti-porno.shows.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://fumetti-porno.shows.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
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</font><a href="http://www.feticismo-piedi.ze.cx/"><font size="1"
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<p><a href="http://www.fanmirror.com/blog/2004/08/tenerezza.html"><font
size="1" face="Verdana"><strong>Tenerezza</strong></font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
Un Bacio, una carezza, un morso e poi ancora un bacio, un aroma
particolare nel Baciare seguito da fremiti del corpo e
accompagnato da mugolii e risate... Fare l' Amore ultimamente è
diventato sempre più complesso. O meglio: fare bene l' Amore non
è cosa da tutti. Per raggiungere l'apice del piacere, infatti,
sarebbe necessario &quot;staccare&quot; dal corpo la testa, la
mente, ed evitare di parlare, di cercare un dialogo verbale,
abbandonandosi invece a quello dei sensi, lasciando la parola ai
Baci. Esercitarsi trammite la Masturbazione o Ditalini per le
Ragazze Italiane. Troppo spesso infatti, durante il Sesso, si
agisce in modo cerebrale, senza lasciarsi davvero andare all'
Orgasmo . Perdere il controllo fa paura e risulta quindi più
facile lasciare accesa una &quot;spia&quot;, restare vigili anche
nel momento dell' Erotismo. Non ascoltare più la testa ma solo
il proprio corpo, la Figa, il fisico, non è affatto facile, ma
non impossibile. Con un po' di pratica ed esercizio è possibile
riuscire a fare Sesso Orale, Pompini o Sesso Anale, basta avere
fiducia nelle propie Donne, Ragazze, Ragazzi o Uomini e
soprattutto in se stessi e magari prendere qualche spunto,
utilissimo, dalle tecniche orientali, come per esempio lo yoga
per rassodare le Chiappe di Giovincelle per fare Sesso Anale, di
grande aiuto per apprendere le dinamiche del complesso rapporto
mente-corpo. Il Nudismo e' uno stile di vita in armonia con la
natura, caratterizzato dalla pratica della nudità integrale al
fine di promuovere il rispetto di ciascuno nei confronti di se
stesso, degli altri Nudisti, Uomini Nudi, Donne Nude e
dell'ambiente. Nude in Pubblico, Uomini Nudi, Donne Nude e Foto
Nudisti è incredibile, ma nudi si può fare davvero tutto,
parola di Super Elisa, come praticare sport anche molto
difficoltosi oppure sciare sulla neve completamente nudi.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://www.sesso-gratis.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso-gratis.st/</font></a><font
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size="1" face="Verdana"><br>
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face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso-orale.info.ms/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
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face="Verdana">http://www.sesso-anale.info.ms/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.gambe-sexy.eu.tc/"><font size="1"
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</font><a href="http://www.lesbiche.info.ms/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.gambe-aperte.eu.tc/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
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<p><font size="1" face="Verdana">Mi guardo intorno, sono
visibilmente imbarazzato in quelle vesti e non vorrei farmi
vedere così dalla signora. Sotto le coppe rinforzate del body
creano una sporgenza come fossero dei piccoli seni. Apro la gonna
e dopo averla messa intorno alla vita l'abbottono. Marco mi
indica vicino all'armadio un paio di ciabattine bianche. Le calzo
poi si avvicina per sistemare la gonna all'altezza giusta e
ridendo mi da una pacca sul sedere e aggiunge &quot;A posto,
sembri una scolaretta, ti mancano solo le treccine! Di nuovo un
surreale silenzio appesantisce l&#146;aria sovraccarica di
tensione: in 5 contro uno tutti vivono con emozione questo attimo
di trionfo o sconfitta, vittoria o rovina. Rendendosi conto che
la strada è senza uscita, Paolo preferisce non dare agli altri
il piacere di vederlo in un imbarazzo di scelta, qualunque siano
le conseguenze. I &quot;Bene, a questo punto dobbiamo prendere un
insieme di decisioni: Paolo deve firmare un insieme di documenti
in bianco con la carta intestata della sua società, nonché la
lettera con le disposizioni che ora dettaglieremo e, per metterlo
in assoluta impossibilità d&#146;uscita qualora nel tempo
venisse meno ai suoi impegni, una decina di assegni in bianco e
cambiali di 100 milioni cadauna&quot; Paolo pensa che forse sta
per mettersi in un inutile guaio, che ragionando con più calma
potrebbe trovare una via d&#146;uscita per tutelarsi diversamente:
Ivana era stata nel suo ufficio, gli ha sottratto degli assegni,
Massimo aveva stuprato e picchiato Rossella la sera del suo
rientro, Rossella stessa è maggiorenne e le cose non stanno
proprio come erano dette in quel momento, Luisa e Victoria solo
due figure esterne cui lui, in quel momento, nulla deve. Ma Ivana
in quel momento sta teatralmente recitando il &#145;gioco&#146;
erotico più forte e sconvolgente che mai avrebbe potuto
immaginare, coinvolgendo per affetti e sentimenti diversi persone
vicine come le due madri, la donna con cui lo aveva tradito
pronta a rivoltarsi contro di lui infangandolo e rinnegando l&#146;amore
che realmente le aveva dato, e il suo fidanzato, Massimo, un
ragazzo di 24 anni palestrato e muscoloso, con il tipico fare da
bulletto. Luisa molto disinvoltamente si avvicina a Paolo e senza
particolari premesse lo centra con le sue mani curate ed
eleganti, le orecchie di Paolo rimbombano come se fosse in fondo
ad una caverna. Per non essere da meno anche Luisa sputa in
faccia allo schiavo già in difficoltà. Torna al suo posto molto
carica ed eccitata, desiderosa di assistere agli schiaffi che
stanno per dare gli altri, ansiosa di riprendere il suo giro&#133;
</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Consigliati</strong><br>
</font><a href="http://video-porno.virii.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://video-porno.virii.at/</font></a><font
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://tette-sode.italinks.it/"><font size="1"
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</font><a href="http://film-porno.does.it/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
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</font><a href="http://tette-enormi.italinks.it/"><font size="1"
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</content>
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<entry>
<title>La Porta</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ilsessosicuro.it/blog/2005/04/la_porta.html" />
<modified>2005-11-08T15:20:43Z</modified>
<issued>2005-04-05T14:56:12Z</issued>
<id>tag:www.ilsessosicuro.it,2005:/blog//1.4</id>
<created>2005-04-05T14:56:12Z</created>
<summary type="text/plain">Sarà che il cameriere ha messo sul mio tavolo dei fiori di campo, sarà che sono gialli ed ha indovinato...</summary>
<author>
<name>vaga</name>


</author>
<dc:subject>Notizie Hot</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.ilsessosicuro.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Sarà che il cameriere ha messo
sul mio tavolo dei fiori di campo, sarà che sono gialli ed ha
indovinato il colore che amo, che sa di gelosia e d&#146;invidia,
dei tanti uomini lasciati ai bordi degli anni. Sarà che ho più
del doppio dei suoi anni e mi guarda come se fossi una zia
vestita nei giorni di festa, che s&#146;inchina e reclama un
bacino, tenendo stretto il filo di perle che non metteva da tempo.
<br>
</font><a href="http://pompinare.xgo.it"><font color="#FEFEFF"
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face="Verdana">Succhiacazzi</font></a></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Sarà che questo locale è
sempre pieno di gente, ed oggi così vuoto mi fa sentire
importante. C&#146;è solo un altro tavolo dall&#146;altra parte
del muro, con due anziane signore che aspettano mezzanotte per
andare alla messa. Il cameriere m&#146;appoggia lo sguardo e mi
chiede ogni volta se manca qualcosa, ma mi sorride come farebbe
ad una bimba che non vuole mangiare, ad un cliente qualunque che
gli lascia una mancia. Invece della solita minestra, m&#146;ha
portato una zuppa bollente di ceci e di farro, perché fuori è
Natale, fa freddo ed il pranzo fisso comprende anche una fetta di
dolce. Sarà che questo mezzo bicchiere di vino mi fa sentire più
bella, è rosso come il vestito che mi fascia leggero e nasconde
d&#146;incanto la carne di troppo. Chissà se è curioso di
sapere il colore delle mutande che porto, che mi segano all&#146;inguine
perché non mi rassegno a comprare una taglia più grande. Ma
sono belle, di marca con i merletti sottili e stasera farebbero
figura se solo toccasse, se solo fossero indosso ad una sua
coetanea. Vorrei dirgli di fermarsi un momento, di dedicarmi le
pause che passa in cucina, invece di impregnarsi di d&#146;odori
di fritto e riempirsi di boccate di fumo. Magari sedersi su
questa sedia davanti, nonostante lui sia un cameriere ed io una
cliente che mangia quello che passa la casa e tutte le sere non
manca di lasciargli una mancia. Dovrebbe solo spostare il
cappotto e starmi davanti per farsi guardare quella faccia di
bimbo che ogni notte nel sogno mi pare reale. Questa candela che
fibrilla ad ogni soffio di vento mi fa sentire signora, come se
non avesse per me che occhi, che mani, che ora delicate mi
versano acqua da bere. Chissà se ha visto nei miei occhi un
lucido strano o qualcosa che assomigli ad una voglia che signora
sobria e per bene non lascia mai trasparire. Sua madre è di là
che cucina e ogni volta che chiama lui scappa di corsa,
lasciandomi in bocca parole che diventano fiato. E&#146; bella ed
avrà di sicuro meno anni dei miei, se solo si conciasse da sera
mi farebbe perlomeno concorrenza, mi toglierebbe questa scena di
tavoli e piatti che ogni sera mi fa da contorno. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://foto-porno.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-porno.allday.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://video-hard.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://video-hard.allday.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-hard.allday.at/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://video-sesso.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://video-sesso.allday.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-erotiche.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-erotiche.allday.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://video-erotici.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://video-erotici.allday.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-sexy.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-sexy.allday.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://video-gay.allday.at/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-xxx.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-xxx.allday.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://video-porno.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://video-porno.allday.at/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Quasi avverto un sussulto che
lento s&#146;infila dalle parti del cuore, come se tra loro ci
fosse un&#146;intesa, un filo sottile che intimo lascia fuori nel
mondo qualsiasi estraneo che tenti d&#146;entrare. Li vedo la
sera che tornano a casa, che lei madre e padrona non lo lascia un
istante e s&#146;adagia sul letto senza parlare, mentre lui a
memoria s&#146;infila nel dovuto che freme. &#147;Ma che vado a
pensare!&#148; Arrossisco nel timore che quelle signore abbiamo
ascoltato le mie indecenze. Ma davvero vorrei rubarlo un attimo a
sua madre, almeno sapere il suo nome, se ha finito la scuola o ha
una ragazza che vede soltanto di giorno e porta merletti dello
stesso colore. Una bimba slava spalanca la porta e mi porta
freddo e una rosa, chissà se sa che davanti non siede nessuno,
che sto solo aspettando un secondo di pesce, perché oggi è
vigilia e nessun uomo uscirà da quel bagno. Ma lei non vuole dei
soldi, mi dice d&#146;accettare perché sono bella, perché i
miei capelli di seta le ricordano sua sorella che non vede da
tempo, che un uomo cattivo l&#146;ha portata lontano. Mi chiede
quanto sia lontana Genova, se è possibile raggiungerla a piedi.
La guardo e sorrido. Avessi ancora una figlia non starei qui ad
aspettare il cameriere che mi porta un secondo di magro, a
fissarlo negli occhi per capire se è cambiato qualcosa, se la
mia faccia con un filo di trucco non assomigli per tutto ad una
lontana parente. Mi sento ridicola nel pensare ad un cuore che
batte al solo guardarmi, che il mio seno abbondante possa destare
attenzione. Mi guardo e penso che poi non è male, che se solo
volessi potrei scollare il vestito, come basterebbe un soffio di
fiato per spostare le frange e farlo apparire senza imbarazzo.
Non credo che potrebbe resistere, che mi guarderebbe ancora da
zia se solo non fosse troppo occupato a servire, perché di
sicuro ci farebbe un pensiero, un biglietto che scivola sulla mia
stoffa di seta, di nascosto dalle zitelle e da sua madre che
chiama. C&#146;è scritto d&#146;aspettarlo di fuori, tra un&#146;ora
davanti al bar che fa il turno di notte oppure mi chiede se
domani mattina potrei concedergli un&#146;ora o quel tanto che
basta per sentirlo fremente tra queste calze che stringo e mi
danno prurito. Tra meno di un niente lo chiamo e accavallo le
gambe, per magia il vestito scivola e apre lo spacco. Chissà se
questo velo di calze è di suo gradimento, se stasera ho messo le
sue preferite. Sono nere, ma m&#146;assale il timore d&#146;aver
sbagliato la trama, d&#146;aver ecceduto al desiderio d&#146;essere
bella trascurando i gusti d&#146;un bambino appena cresciuto. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://puttane.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://puttane.allday.at/</font></a><font size="1"
face="Verdana"><br>
</font><a href="http://bocchini.again.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://bocchini.again.at/</font></a><font size="1"
face="Verdana"><br>
</font><a href="http://pompinare.again.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://pompinare.again.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://ninfomani.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://ninfomani.allday.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://bocchinare.allday.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://bocchinare.allday.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
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<p><font size="1" face="Verdana">Sono nere come la trasgressione
che mi prende la sera quando esco da questo locale e faccio due
passi per smaltire la cena, per sentire le voci nel buio, che
impazienti mi chiamano alla meglio signora. Forse sarà il
cappello, i guanti di rete che fanno figura, ma sono uomini e
sono grandi e sanno di fregatura. Odorano di masturbazione e di
sesso all&#146;inpiedi, di fretta in macchina o dentro ad un
portone. Non sanno d&#146;amore, non hanno la grazia di questo
mazzo di rose che mi toglie la vista e mi riempie i polmoni.
Insistenti mi passano accanto e mi chiamano come se gli fosse
dovuto, come se un cappello che cammina di notte dovesse comunque
consumare un desiderio che passa, come se fosse lì per mestiere
e non sceglie ma aspetta il primo che a caso si faccia coraggio.
Non riesco a capire e lascio che il pensiero defluisca da solo,
lasciandomi il sapore di questa sigaretta che fumo, la prima e la
meglio di tutta la sera, mentre guardo il cameriere impalato che
aspetta un mio cenno. Lo vedo, lo chiamo. Ha la forma dell&#146;ovale
adatta al mio seno. Chissà se già gli è spuntato un filo di
barba, non riesco ad immaginare quanto potrebbe stare comodo,
quanto il mio seno potrebbe far da cuscino e da culla dopo l&#146;amore.
Sarà che questo bicchiere di vino ha fatto già effetto, che
questa fetta di dolce fa sentire più vuota la mia astinenza, ma
non mi lascio travolgere, resisto e spero che davvero questa
vigilia mi faccia nascere in grembo un bambino che scaldo, che
cullo e contenga tutto l&#146;amore che ho dentro. Lui s&#146;avvicina
e mi guarda, ha tolto il papillon nero e la giacca: &#147;Signora,
stiamo chiudendo.&#148; Mi guarda le calze come se fossero
sfilate e non ha in mano un biglietto, non m&#146;aspetta davanti
all&#146;unico bar aperto di notte. Sarà che ora mi alzo e gli
chiedo cortese d&#146;aspettare un secondo. Cammino, traballo e m&#146;infilo
nel bagno, ma lui non mi segue, punto i tacchi e m&#146;appoggio
al muro. Lui è dietro la porta impaziente che aspetta. Sento
vicino un rumore di chiavi, un sospiro che intona una melodia che
conosco. Lo chiamo dentro lo specchio e lui bussa. Chissà che
faccia farebbe vedendo questo collant abbassato, queste mutande
che coprono rosse un segreto inviolato. Se solo sapesse
entrerebbe senza nessuna premura, mi bacerebbe dove ora nascondo
le mani, dove un fremito più intenso mi farebbe tremare le gambe.
&#147;Signora, serve aiuto?&#148; Lui bussa di nuovo e gli chiedo
ancora un momento, un solo momento che mi dia la forza di
guardarlo negli occhi, per sentirmi appagata proprio dove una
notte di festa mi fa sentire più vuota. Slaccio il vestito e
lascio che scivoli a terra. Ora sono nuda. Faccio finta d&#146;aprire.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
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<p><font size="1" face="Verdana">Chiudo gli occhi e stringo le
gambe, penso che è quasi mezzanotte, che è Natale, ed io sono
chiusa per finta in un bagno, che aspetto il piacere rubato ad un
ragazzo che in ansia mi crede davvero in preda all&#146;angoscia.
Penso a sua madre che già l&#146;aspetta nel letto, alle due
zitelle che m&#146;hanno vista adocchiare un bambino cresciuto,
ai miei seni che gonfi non aspettavano altro. Mi s&#146;intrecciano
immagini di stanze d&#146;albergo, di ville piene di camere e
lenzuola di seta, di uomini che m&#146;hanno presa senza tregua
tra le albe che s&#146;inseguivano in fretta, ma mai, giurerei
mai, mi sono sentita più amata, mai abbandonata al piacere come
in questo momento, dentro questa furia di sesso che inconsapevole
mi cerca. Ora sono solo brividi che salgono, palpiti di cuore e
di labbra che si schiudono senza pudore, sono respiri che si
fanno più intensi e scendono dove nulla potrebbe fare più
attrito. Lo cerco dentro questa maniglia, dentro questo sussulto
di ferro che continua incessante a sfiorarmi, ad avere ragione di
questo vizio di donna che per etichetta fa resistenza. Lo imploro
di non fermarsi, lo sento sudato, concentrato su quella maniglia
che non riesce ad aprire, che è la stessa che da dentro mi
tocca, mi dà gioia e ora improvvisa mi scalda le gambe. Vorrei
baciarlo se non ci fosse una porta di troppo, ringraziarlo se ne
avessi il coraggio. Assicurarlo che la prossima volta sarà come
lui scriverà nel biglietto e senz&#146;altro non mi faccio
trovare con il collant calato. &#147;Signora, devo forzare la
porta!&#148; Ma ormai è troppo tardi, mi ricompongo i capelli e
lascio scorrere l&#146;acqua che lava e dissolve ogni residuo d&#146;amore,
ogni vergogna che ripongo segreta dentro questo velo di calza,
dentro questa vigilia che un destino contrario m&#146;avrebbe
voluta chiusa in un bagno. &#147;Signora, mi sente?&#148; Mi
riguardo allo specchio perché tutto sia in ordine, trattengo il
respiro e lascio che sul mio viso s&#146;imprima un velo d&#146;angoscia,
prima che un sortilegio, al momento opportuno, mi faccia di nuovo
riaprire la porta.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
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<p><font size="1" face="Verdana">Victoria accoglie Paolo
glacialmente e quasi ignorandolo gli dice di sedersi al posto
fronte il tavolo e di non alzarsi né parlare per nessun motivo.
Passa più di un&#146;ora prima che il citofono suoni la prima
volta: è Massimo con Rossella; Paolo riconosce la voce di lei,
la sente tremante e insicura, non la vede, resta seduto e cerca
di ascoltare ma il bisbiglio delle voci è lontano, la porta del
salone chiusa, e loro parlano poco o forse sottovoce. Poi arriva
Ivana, infine Luisa. Alle 21.00 di venerdi sera Paolo si reca a
casa di Victoria, particolarmente preoccupato e scosso, ma
elegante e pulito, come da richiesta. La casa di Victoria aveva
uno splendido salone in stile rustico con arredamento d&#146;epoca
e travi al soffitto, un camino in mattoni rossi e pietra, tende
scure ed arazzi alle pareti, un lungo tavolo in legno al centro
della stanza era stato per l&#146;occasione portato verso il
fondo della stanza, con dietro 5 delle sei sedie in legno
lavorato. La sesta era fronte al tavolo. Passa ancora quasi un&#146;altra
ora, poi un rumor di passi si accosta al salone: entrano tutti in
silenzio e senza degnare Paolo di uno sguardo si siedono quasi
affaccendati dietro al tavolo, Ivana al centro. Nel silenzio più
assoluto Paolo tiene lo sguardo basso, un po&#146; nervoso cerca
di non tradire la propria paura, mentre 5 sguardi di fuoco lo
squadrano immobili. Ivana ordina a Paolo di alzare lo sguardo e
ascoltare. Dopo aver ribadito i fatti &quot;tagliati&quot; a modo
suo Ivana fa presente a Paolo quanto già anticipato nella
lettera di convocazione e lo pone di fronte a due scelte: nel
primo caso lo avrebbero denunciato infamandolo e rovinandolo
oltre il possibile, nel secondo caso avrebbero potuto risolvere
la cosa tra di loro fermo restando pagare di persona per il male
fatto più o meno direttamente a tutti. Paolo riabbassa lo
sguardo ancora più confuso, inizia a capire quale impensabile
messinscena abbia saputo allestire Ivana per riaverlo, per
vendicarsi&#133; o forse era proprio lei in questo momento la
vera vincitrice di tutto?Per non essere da meno anche Luisa sputa
in faccia allo schiavo già in difficoltà. Ivana è già pronta
per il suo turno e la cattiveria con cui esplode i suoi ceffoni
è uno spettacolo nello spettacolo: potenti, fulminei, a piene
mani&#133; Anche lei correda il tutto con un ricco sputo in
faccia allo schiavo che quasi apprezza tra sé e sé il sapore
della saliva di queste donne così aggressive e crudeli. Massimo
prende per mano Rossella e la porta con sé di fronte a Paolo.
Forse, o certamente, era proprio lei che in quel momento stava
calando le carte vincenti per averlo come e più di prima,
incastrato deriso, umiliato&#133; cos&#146;altro? Risponde quindi
con molta insicurezza per esclusione. Luisa molto disinvoltamente
si avvicina a Paolo e senza particolari premesse lo centra con le
sue mani curate ed eleganti, le orecchie di Paolo rimbombano come
se fosse in fondo ad una caverna. </font></p>

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</content>
</entry>
<entry>
<title>Imperativi</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ilsessosicuro.it/blog/2005/03/imperativi.html" />
<modified>2005-11-08T15:14:02Z</modified>
<issued>2005-03-22T10:36:47Z</issued>
<id>tag:www.ilsessosicuro.it,2005:/blog//1.5</id>
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<summary type="text/plain">Tutto è cominciato con quel modo che sembra casualità, ma é sempre, invece, realizzazione di inconfessati desideri. Inconfessati anche a...</summary>
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<name>vaga</name>


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<dc:subject>Notizie Hot</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.ilsessosicuro.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Tutto è cominciato con quel
modo che sembra casualità, ma é sempre, invece, realizzazione
di inconfessati desideri. Inconfessati anche a sé stessi. Anche
con Lei infatti avevo un rapporto di sottile dominazione, cui
sembrava essersi completamente adattata. </font><a
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face="Verdana"><br>
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<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">A letto le ordinavo quello che
volevo, fuori dal letto eravamo una normalissima coppia. Niente
di eccessivo: la facevo vestire in modo provocante, spesso senza
mutandine, la costringevo a ripulirmi devotamente con la lingua
dopo ogni scopata, la facevo stare per ore in ginocchio per
lunghissimi pompini, la fotografavo in pose oscene, qualche volta
la legavo al letto. Cose insomma piuttosto blande, ma che mi
davano una notevole soddisfazione. Mi permettevano di progettare
di giorno grandi notti di sesso, nelle quali sapevo di poter fare
assolutamente quello che volevo, sicuro che Lei, sorridendo
eccitata e con lo sguardo umilmente basso, mi avrebbe volentieri
accontentato. Il tempo passava e questo tipo di relazione
rimaneva sospesa in un limbo tra l'impossibilità di osare di più
e l'incapacità di tornare ad un ménage normale. Il rapporto,
come spesso accade in questi casi, andò logorandosi in una
routine senza senso dopo pochi mesi. Con la passione sessuale se
ne andò anche l'affiatamento di coppia e, non senza rimpianti,
ci lasciammo. Ognuno trovò nuovi amori e nuove passioni, più o
meno duraturi e soddisfacenti. Ma ci tenemmo in contatto. Una
sera in cui ci rivedemmo, complice il buon vino delle nostre
terre, ritrovammo istintivamente le antiche passioni e
cominciammo a vederci, clandestini, per fugaci amplessi &quot;automobilistici&quot;.
I nostri rispettivi partners erano all'oscuro di tutto ed a noi
ciò procurava una ritrovata intesa fatta di sotterfugi e piccole
bugie senza l'obbligo di vincoli sentimentali. Anche il rapporto
di dominazione su di Lei, liberato dai precedenti vincoli
sentimentali, si caricò di nuova energia. Iniziai a pretendere
di più, a sperimentare nuove prove cui sottoporLa. Le inserivo
un tubo, delle dimensioni di un porta-rullino fotografico
nell'ano, fissato con una cordicella alla cintura dei pantaloni e
la costringevo ad uscire con questo scomodo ed imbarazzante
ospite. Il linguaggio ed i gesti divenivano più secchi, netti.
Spogliati dell'obbligo di una relazione sentimentale che non
c'era più potevamo osare. Fu allora che, non ricordo in che
modo, mi venne l'idea di proporLe l'inversione dei ruoli. E'
questo il fatto veramente sorprendente: dopo quasi due anni di
convinta, e convincente, sottomissione, Lei si rivelò
completamente a suo agio nel nuovo ruolo di dominante. Era come
se non avesse mai fatto altro. Era come se fosse stata una
padrona per tutta la vita, come se fosse consapevole di essere di
una razza superiore. E forse lo è. Inizialmente si trattò di
piccole sfumature, di mezze frasi e gesti che mi eccitavano in
maniera incredibile. E Lei appariva instancabile ed insuperabile
nel suo nuovo ruolo. I nostri fugaci incontri notturni iniziavano
ad essere dedicati esclusivamente al sesso perché Lei voleva così.
Andavamo con la mia macchina lungo stradine di campagna ed
iniziavamo maratone sessuali che finivano quasi all'alba. Lei mi
dava ordini secchi, decideva cosa dovevo farLe, come dovevo
prenderLa: &quot;Leccami le tette&quot; Mi diceva. &quot;Mettimelo
dentro&quot; Mi ordinava, con tono secco. </font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Mi bloccava le mani sopra la
testa e mi saliva sopra. Da quando comandava Lei la posizione era
sempre la stessa: Lei sopra ed io sotto. Questo nuovo rapporto
era per me qualcosa di sensazionale, di vitale. Inevitabilmente
cominciai a trascurare la mia, ufficiale, vita sentimentale ed a
dipendere in maniera profonda da Lei. Ma contemporaneamente
maturavo al precisa sensazione che per Lei non fosse lo stesso.
Il mio rapporto con altre donne e con la fidanzata andò
concludendosi e mi ritrovai a tuffarmi anima e corpo nel lavoro
in attesa di una Sua chiamata. Lei invece continuava la Sua
relazione di sempre, mi parlava del suo ragazzo e degli altri
suoi amici ed amanti con fredda naturalezza. Ma era nel
linguaggio che usava con me e nei suoi comportamenti che iniziava
una profonda trasformazione del nostro rapporto che, non lo
sapevo allora, mi avrebbe portato all'attuale stato di schiavitù.
Iniziò, cosa che nemmeno io avevo fatto con Lei quando ero in
posizione dominante, ad usare parole crude, ed umilianti, iniziò
ad offendermi, a trattarmi con fredda irritazione. ma continuava
a cercarmi a fissarmi appuntamenti. Ed io rimanevo trepidante in
attesa, coinvolto sempre più in questo rapporto ed eccitato al
solo sentire la sua voce. &quot;Sbrigati, cretino, calati i
pantaloni&quot; Mi diceva con aria spazientita, poi senza
togliersi la gonna si sfilava le mutandine e, dopo avermi fatto
annusare la parte di stoffa a diretto contatto con il Suo sesso
&quot;Annusa, ti piace? Hai il cazzo abbastanza duro per i miei
gusti, stronzo?&quot; Mi ficcava in bocca le mutandine e mi
saliva sopra infilandosi dentro il cazzo con le sue mani. &quot;Così
starai zitto, e vedi di farmi divertire!&quot; Mi telefonava per
darmi appuntamenti anche solo con pochi minuti di preavviso, ed
io trovavo sempre qualche scusa per riandare i miei impegni e
correre da Lei. A volte dovevo limitarmi ad usare a lungo la mia
lingua o le mie dita, a volte avevo la fortuna di capitare in
giornate in cui aveva particolarmente voglia e scopavamo anche
tre volte consecutivamente. Non sarebbe corretto dire &quot;scopavamo&quot;
perché senza ombra di dubbio, come lei non rinunciava mai a
ricordarmi era Lei a scoparmi. Ad usarmi. &#147;Se ti azzardi a
&quot;venire&quot; prima di me finisci male.&#148; Mi faceva
rimanere in ginocchio a leccarla in mezzo alle gambe mentre Lei
seguiva svogliatamente qualche programma televisivo, o mentre
telefonava ai Suoi amici per fissare appuntamenti per la serata.
Poi, come una sfera in un piano inclinato, cominciammo a prendere
velocità. Il rapporto di dominazione divenne sempre più
totalizzante, la mia sottomissione sempre più incondizionata. Le
sue pretese sempre maggiori ed il mio &quot;addestramento&quot;
veniva messo alla prova costantemente. Le piaceva raccontarmi le
Sue avventure e le scopate, si dilungava nei particolari mentre
io devotamente la stavo leccando tra le gambe: &#147;l'altra sera
ho conosciuto un ragazzo eccezionale, ci sono finita a letto dopo
due ore.&#148; Non si risparmiava paragoni e giudizi umilianti.
&#147;Aveva un cazzo fenomenale gli ho fatto un pompino da urlo,
ti piacerebbe un pompino? fammi vedere, hai il cazzo duro? beh te
lo puoi scordare, pensa a leccare!&#148; E con piccolo nervoso
calcio mi colpiva i testicoli. </font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Non nascondo che io dal nostro
rapporto avrei ovviamente voluto di più, avrei voluto essere sì
il suo schiavo, ma possibilmente anche l'unico per Lei. Non
sapevo in realtà cosa mi aspettava. Un sera dopo l'ennesima
travolgente scopata, a casa sua, cercai di parlarLe del mio
desiderio di accompagnare la nostra particolarissima intesa
sessuale con anche un rapporto più stretto fra noi. Mi ricordo
come fosse ora lo sguardo gelido ed ironico al tempo stesso, che
mi rivolse. &#147;allora non hai capito nulla, tu per me sei solo
un passatempo, con te ci sono già stata insieme, e non ho
nessuna intenzione di tornare indietro. Ho le mie storie ed i
miei progetti e tu non ne fai parte. Se non come mio divertimento
segreto, mi dispiace ma così stanno le cose; è meglio tu lo
sappia. E ti adegua.&#148; Forse fu il tono beffardo, forse fu il
fatto che appena avendo appena scopato quelle parole non
provocarono in me la solita violenta eccitazione. Provai un senso
di disgusto e smarrimento e decisi di andarmene senza una parola.
Lei mi fermò sulla porta sorridendo dolce, mi diede un bacio
sfiorandomi le labbra. &#147;Non odiarmi ti ho detto la verità,
non è meglio così ? &#147; La baciai a mia volta e me andai.
Seguirono giorni di tormento, non riuscivo nemmeno per un attimo
a non pensare a Lei e, devo ammetterlo, ogni volta mi eccitavo.
La mia vita nelle due settimane successive divenne un inferno,
ogni cosa mi sembrava inutile e stupida. Provai anche ad uscire
con qualche vecchia amica, ma fu tutto inutile. Una sera, era
l'inizio della scorsa estate, per caso mentre aspettavo alcuni
amici in un bar del centro, seduto nei tavolini esterni, arrivò
Lei con un uomo molto più vecchio, Lei allora non aveva ancora
compiuto 26 anni. Sono imbarazzato ma evito di fare altre domande.
Il body mi sta preciso ed ha le coppe rinforzate, mentre le calze
mi arrivano al ginocchio. Marco continua a guardarmi quasi per
farmi sentire ancora più imbarazzato e con il dito mi indica di
proseguire rapidamente con gli altri vestiti. Prendo la camicetta.
Ha i bottoni in posizione inusuale e il colletto ampio e ricamato
con fiorellini e pizzi. Ora usciamo fuori che ti faccio vedere la
casa poi torniamo dalla Padrona&quot;. Usciamo dalla stanza e
torniamo nel corridoio. Era splendida in minigonna ed una camicia
generosamente aperta sul suo seno. I capelli biondi, leggermente
ricci, sciolti lungo le spalle, la pelle dorata dal sole. fece
finta di non vedermi. Parlava fitto con quello che poteva essere
suo padre carezzandogli le mani ed i capelli, ridendo e
baciandolo ripetutamente. Per me quello fu veramente troppo.
Scappai in un altro bar dove, come da copione, mi ubriacai
stressando il barista e metà degli avventori con un misto di
pessimismo cosmico leopardiano ed il peggio dei luoghi comuni
misogini tipici dei maschi sconfitti. Inevitabilmente la mattina
dopo, smaltita la sbornia, non potei fare a meno di telefonarLe
chiedendo di vederLa. &#147;Sì ti avevo visto ieri sera ma ero
in compagnia.&#148; Allora balbettai uno sfiduciato: &quot;Possiamo
vederci?&quot; &quot;Sì&quot; Mi rispose. &quot;domani sera alla
nove da me, ma conosci le condizioni&quot; E riattaccò. </font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Arrivai puntuale la sera dopo,
mi aspettava guardando la televisione. Fu cordiale gentile, mi
offrì da bere. Ruppi io l'imbarazzo chiedendoLe cosa intendesse
precisamente per &quot;condizioni&quot;. Lei ridivenne fredda e
beffarda e togliendomi il bicchiere dalla mano mi disse: &quot;intanto
mettiti in ginocchio ed abbassa la testa, che mettiamo le cose in
chiaro&quot;. Obbedii prontamente, come del resto ero abituato
ormai a fare con una certa frequenza, e tra eccitazione e
preoccupazione mi disposi in ginocchio. Quello che mi disse fugò
ogni possibile dubbio. &quot;Se sei tornato qui è perché
evidentemente non puoi fare a meno di me. Io invece si. Ed è
questo il tuo problema, ma c'è una cosa che forse può aiutarti:
ci ho preso gusto in questo ruolo e sono intenzionata a
continuare a divertirmi. Le mie condizioni sono quindi fin troppo
chiare: sarai a mia completa disposizione, io deciderò ogni
singola cosa della tua vita che mi andrà di controllare. Tu
invece a me non potrai chiedere nulla, se non supplicarmi di
degnarti della mia attenzione. Sarai punito ad ogni minima
infrazione, ma soprattutto sia io che te sappiamo che la
punizione più grande sarebbe quella di non volerti più come
schiavo. Quindi non sarò costretta a ridicole e stancanti
punizioni corporali. Semplicemente voglio che tu sia a mia
completa disposizione. Sempre. Non potrai avere relazioni di
alcun tipo. Dovrai solo lavorare e per il resto attendere
pazientemente chiuso in casa le mie chiamate. Questo è tutto,
non hai diritto di sapere di più, puoi accettare o meno, ma
fallo subito&quot;. Inutile dire che accettai immediatamente. Lei
mi tastò per verificare la mia erezione. &#147;Vedo che sei
entusiasta - disse ridendo - ora però ho degli impegni, non ho
tempo da perdere con te, ma ti concedo di leccami con devozione
le scarpe poi vattene a casa ad aspettare quando avrò voglia di
chiamarti.&quot; Obbedii leccando, cosa che non avevo mai fatto,
accuratamente le sue scarpe salutai ed uscii. Nella testa avevo
una grande confusione, ma l'erezione durò fino a casa dove mi
masturbai pensando alle Sue parole ed al Suo sguardo. Mi ritrovai
effettivamente ad attendere le Sue telefonate, la sua attenzione,
le umiliazioni che architettava per me. Mi ritrovai ad osservare
me stesso mentre sprofondavo nella più completa soggezione, una
soggezione che aveva iscritta nel suo Dna una evidente e profonda
disparità. Non perdeva occasione per umiliarmi con la sua
indifferenza. Mi chiamava per passare una notte con Lei salvo poi
cambiare improvvisamente idea. Come ad esempio quella sera in cui
proprio nel bel mezzo di una scopata interruppe tutto per una
telefonata. Eravamo nel Suo letto, come sempre io ero sotto. Mi
aveva fatto spogliare e distendere. Solitamente io, secondo le
Sue disposizioni, dovevo essere già in erezione con il
preservativo infilato. Il preservativo dovevo metterlo anche se i
realtà Lei prendeva regolarmente la pillola, ma da quando mi
aveva sottomesso lo pretendeva lo stesso. Così diceva: -non mi
insozzi con il tuo sperma.- Si era tolta le mutandine e me le
aveva messe sulla faccia ed era salita sopra di me: -Vedi di
farmi divertire, cretino.</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Io rimanevo immobile nella mia
posizione mentre Lei si godeva il mio cazzo muovendosi lentamente.
Non mi era permesso parlare nè muovermi se non su Suo ordine. La
osservavo attraverso uno spiraglio tra le sue mutandine, gli
occhi chiusi e la bocca aperta. Ora dobbiamo decidere cosa fare a
Paolo in questa stessa seduta, come dettagliare per iscritto
tutte le disposizioni che meglio riteniamo per il futuro e
discutere insieme le punizioni da infliggere e per quanto tempo.
Io in qualità di sua ex-amante chiedo l&#146;affidamento di
Paolo per un periodo da precisare in cui comunque ciascuno può
pretenderne la disponibilità alle condizioni da concordare, mi
offro garante di ciò che andiamo per deliberare e vi chiedo come
prima cosa di definire il periodo di tempo della pena in cui
Paolo sarà NOSTRO schiavo. Propongo di disporne ogni 15 giorni a
turno per 48 ore: una volta mia madre, una volta Luisa, un&#146;altra
Massimo. Rossella chiaramente non conta in quanto anche se
pentita e a suo modo vittima di questo BASTARDO è stata parte in
causa nei fatti che sappiamo. Avrete piena libertà di impiego e
di utilizzo alla sola condizione di non &#145;rovinarlo&#146; per
più del periodo previsto. Ogni 15 giorni lo SCHIAVO deve essere
come nuovo&#133; Non lo sarà comunque, ma in linea di massima è
giusto che ogni segno lasciato sul suo corpo abbia, se non
proprio a sparire, quantomeno ad essere perfettamente
cicatrizzato. Lo SCHIAVO sarà disponibile dalle 22.00 di venerdi
sera alle 22.00 di domenica sera e qualunque sia la sua
condizione al termine di ogni &#145;seduta&#146; deve comunque
essere in grado di lavorare il lunedi. Per quanto tempo proponete
di punire il colpevole?&quot; La parola SCHIAVO era comparsa
sulla bocca di Ivana come un segno di condanna violento, che
aveva provocato in tutti una certa, fredda reazione. Paolo aveva
sempre avuto una certa soggezione del modo di fare di Victoria,
sempre elegante e dura, autoritaria non era certo passata lontano
dalle sue fantasie erotiche ma, per attuarle, avrebbe dovuto
creare una situazione un po&#146; difficile da gestire. Ora
invece lei è lì con sua figlia e gli altri e palesemente non
vede l&#146;ora di punirlo duramente. Non era quindi solo
fantasia ma c&#146;era un fondo di verità in quello che lui
sentiva in lei, semplicemente avrebbe potuto accadere solo così,
con la complicità l&#146;ingegno e la decisione di sua figlia,
quella immensa Troia che ora troneggia al centro del tavolo. Teme
di eccitarsi che già sta per accadere, sarebbe stato
particolarmente fuori luogo in quel frangente per cui cerca di
concentrarsi per non trovarsi impreparato al seguito del Processo.</font></p>

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</content>
</entry>
<entry>
<title>Quel Profumo</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ilsessosicuro.it/blog/2005/03/quel_profumo.html" />
<modified>2005-11-08T14:53:21Z</modified>
<issued>2005-03-18T16:26:50Z</issued>
<id>tag:www.ilsessosicuro.it,2005:/blog//1.3</id>
<created>2005-03-18T16:26:50Z</created>
<summary type="text/plain">Sarà che stasera avresti voglia di uscire, sentirti padrona della notte che cala, tra i pioppi che storti corrono al...</summary>
<author>
<name>vaga</name>


</author>
<dc:subject>Storie Hot</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.ilsessosicuro.it/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Sarà che stasera avresti voglia
di uscire, sentirti padrona della notte che cala, tra i pioppi
che storti corrono al mare, tra il freddo di fuori che punge e ti
gela. Non chiedi altro che un fuoco vicino, che ti scaldi le
gambe per essere pronte, al primo che ha voglia di sentirne l&#146;odore,
al secondo che indugia e fa il giro tre volte.<br>
</font><a href="http://www.xgo.it/sesso/"><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana">Sesso</font></a><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana"> </font><a
href="http://www.xgo.it/porno/"><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana">Porno</font></a><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana"> </font><a href="http://www.xgo.it/tette/"><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana">Tette</font></a><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana"> </font><a
href="http://www.xgo.it/figa/"><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana">Figa</font></a><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana"> </font><a href="http://www.xgo.it/pompini/"><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana">Pompini</font></a></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Alle volte ti chiedi perché
solo nel sogno, ti trucchi la faccia da ballerina di circo,
lasciando che il vento ti scoperchi la gonna, ed un uomo
qualunque dia un prezzo al tuo seno. Davvero ti chiedi cosa ti
manca, per essere come una moglie normale, senza che l&#146;anima
ti sbatta di notte, dentro cunicoli stretti di melma, dove nutri
i tuoi seni e nutri le gambe, nell&#146;attesa impaziente che sia
quello il momento, quando un uomo qualunque abbassa la lampo.
Oddio che volgare! Diresti a Cecilia, la tua amica del cuore in
cerca d&#146;amante, ma poi ci ritorni in quel sogno malsano,
quando lo giuri che vorresti essere quella, che batte vicino al
tuo portone di casa. Ha le unghie scrostate e un sorriso
ingiallito, la calza smagliata e spalanca le gambe, per invitare
chiunque reprima lo schifo, di un rossetto che spalma per
ingrandire la bocca, finché capiente sia giusta per l&#146;uso,
ad ogni tipo di forma che abbia voglia d&#146;alcova. Alle volte
ti chiedi cosa c&#146;è nella voglia, di mostrare la tetta e
farla ciucciare, come coperta da un velo di panna, di fragola e
zucchero e miele che cola, e lui che ciuccia che stringe che
succhia, perché non c&#146;è di meglio di una signora borghese,
che batte la strada per sentire il rumore, del tacco che struscia
sull&#146;asfalto di sera, fino a quando decisa giri di giorno,
in cerca di un posto che ti pare tranquillo. Alla fine non puoi
che scegliere un viale, di pioppi e castani che corrono storti,
di una siepe che dietro potrebbe servire, per maschi di fretta a
passeggio col cane. Torni a casa felice pensando a cosa ti metti,
che sia adatta a quell&#146;ora dalle cinque alle sette, in
faccia al tramonto che ti colora le scarpe, e riflette il metallo
dei tuoi tacchi appuntiti. A pranzo ti senti sbadata e confusa,
tuo marito ti chiede se hai le tue cose, ma in realtà ti
tormenti perché non hai ancora deciso, se quella gonna leggera
faccia scattare la molla, di sesso e passione a chi ti vede di
scorcio. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
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face="Verdana">http://figa-umida.grandesito.it</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.succhia-cazzi.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.succhia-cazzi.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://figa-giovane.grandesito.it"><font size="1"
face="Verdana">http://figa-giovane.grandesito.it</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.pornodive.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.pornodive.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://figa-depilata.grandesito.it"><font
size="1" face="Verdana">http://figa-depilata.grandesito.it</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://negre-nude.has.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://negre-nude.has.it/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Ti passano immagini dentro la
testa, ti passano vive quando offri le labbra, perché altro non
vuoi al primo incontro stasera, altro sarebbe davvero di troppo,
per sentire l&#146;odore non serve aprire le gambe, cercarti
quest&#146;anima dalla porta davanti. Oddio se tuo marito
leggesse ciò che ti frulla, mentre addenta con gusto una fetta
di carne, e di fretta poi esce per tornare al lavoro, sicuro che
oggi incontri le amiche, a casa d&#146;Ilaria per un compleanno.
Se sapesse che sotto il vestito già indossi le calze, un
corpetto di lacci che fibrillano sesso, come un operaio che
indossa la tuta, nell&#146;ora di pausa per fare più in fretta.
Perché hai solo due ore per farti più bella, dirigerti dove hai
scelto di stare, solo due ore per convincerti ancora, che quello
che cerchi non lo trovi nel letto, puntuale da anni quando rimani
in attesa, dopo la cena ogni sabato sera. Il posto che hai scelto
è una strada che corre, ci sbattono il muso se intravedono al
bordo, un mistero di donna che accavalla le gambe, che punta i
suoi tacchi per mostrare le punte, per alzarti di fretta al primo
che frena. S&#146;accorge eccome s&#146;accorge, che sei in
attesa del primo cliente, perché un euro o cento non fa
differenza, se poi ti guarda e ne apprezza il contorno, se quando
sali ti dice che mai fino ad ora, ha visto una donna con due
gambe perfette, che quella trama di calza è troppo elegante,
troppo costosa e non batte all&#146;incrocio, della strada che
porta in pineta ed al mare. Sono gambe di donna che accavalli
leggera, una gonna che sale fino al ricamo, sono cosce di pelle
che si schiudono al tatto, d&#146;una mano che suda e lentamente
risale, fino nel punto dove è più forte l&#146;inganno, perché
quello che offri non è un sesso slabbrato, sai di sapone e te ne
vergogni, vorresti davvero strusciarla ad un muro, impregnarti d&#146;odori
e mostrarla con vanto, lacerata per sessi che non cercano attrito.
Lui se ne accorge e ti chiede un nome, perché troia sarebbe
troppo e volgare, ma la sua mano la senti eccome la senti, che ti
stringe le maglie d&#146;una calza di rete, che ti stringe nel
mezzo come se volesse tapparla. La senti eccome la senti, che ti
cerca nei posti dove non avevi pensato, perché mai tuo marito ha
inoltrato la voglia, dove il dito ad uncino ti scosta la seta. E
tu obbediente ti lasci toccare, e poi di nuovo ad accavallare le
gambe, ed intanto ti sfiori con la lingua le labbra, ostenti
leggera un seno che esce.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://figa-pelosa.grandesito.it"><font size="1"
face="Verdana">http://figa-pelosa.grandesito.it</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.belle-signore.ze.cx/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://figa-aperta.grandesito.it"><font size="1"
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</font><a href="http://www.signore-troie.ze.cx/"><font size="1"
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face="Verdana">http://www.signore-anziane.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://figa-matura.grandesito.it"><font size="1"
face="Verdana">http://figa-matura.grandesito.it</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.signore-porche.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.signore-porche.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://figa-amatoriale.grandesito.it"><font
size="1" face="Verdana">http://figa-amatoriale.grandesito.it</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Oddio davvero ti facesse
provare, sotto la chioma di pini marini, in faccia ad un sole che
ti tinge d&#146;arancio, cosa vuol dire un corpo di donna, senza
che l&#146;anima si ribelli all&#146;istinto, senza per altro
dovergli giurare, che lo ami da sempre perché t&#146;ha fatto
godere. Sei labbra e tette il resto non conta, seno abbondante e
unghie laccate, e fingi convinta che non è il primo cliente, in
anni ne hai presi un sacco e una sporta, e solo stasera non
basterebbe una gabbia, per contenere gli uccelli che volano
bassi, all&#146;altezza precisa delle tue labbra più rosse. Ma
lui non ci crede e gli sembra un delitto, sprofondare in un corpo
che sa di famiglia, come un uomo maturo su una vergine intatta,
come un uomo per bene che ora ti chiede, quale ragione ti fa
aprire la gambe, quale istinto la voglia di sentirti un nonnulla.
Ma tu ti ribelli perché non puoi accettare, che il tuo primo
cliente non ti tratti per come, ti sei conciata stasera per due
ore allo specchio, per due ore che ora sono inutili e vane, e
stizzita gli chiedi di riportarti nel posto, da dove t&#146;ha
presa con il fiato sospeso. E&#146; un uomo per bene e ti paga lo
stesso, e vorrebbe incontrarti in un posto diverso, ma tu rifiuti
con rabbia e con sdegno, perché quello che cerchi sono maschi
diversi, che come nel sogno ti puntino il sesso, imprevisto e
indecente dove vibra la pelle, dove fa male e ti piace e ne
chiedi dell&#146;altro, senza aspettare il sabato sera. E torni
testarda su quello steccato, strusci il sesso su la corteccia di
pioppo, t&#146;impregni dell&#146;erba calpestata da cani, perché
prenda l&#146;odore di mosche e di muffa, e copra il profumo di
sali e di talco, l&#146;indelebile odore di fica borghese.
Riaccavalli le gambe riscopri la gonna, e ripeti a memoria le
mosse studiate, rallenta una macchina poi un&#146;altra si ferma,
ti chiede per quanto e pretende uno sconto, non lo vedi convinto
ed apri le gambe, non lo vedi deciso e mostri il tuo seno, perché
i suoi occhi non abbiano dubbi, perché questa volta non è
consentito fallire, quando ti cerchi nel silenzio di notte,
quando ti sfiori con le dita più fitte, e tuo marito che dorme
ha il sonno leggero. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://www.tette-al-vento.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.tette-al-vento.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso-anale.int.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso-anale.int.tc/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.super-tette.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.super-tette.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso-orale.ch.tf/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso-orale.ch.tf/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.belletette.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.belletette.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.donne-mature.it.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.donne-mature.it.tc/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tette-amatoriali.ze.cx/"><font
size="1" face="Verdana">http://www.tette-amatoriali.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.pompini.eu.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.pompini.eu.tc/</font></a><font size="1"
face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tettefamose.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.tettefamose.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://fighe-negre.has.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://fighe-negre.has.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tette.info.ms/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.tette.info.ms/</font></a></p>

<p><a
href="http://www.vogliodivertirmi.net/blog/2005/03/censura_postale.html"><font
size="1" face="Verdana"><strong>Censura Postale</strong></font></a><font
size="1" face="Verdana"><strong><br>
</strong>Negli USA, un impiegato delle poste ha deciso che gli
inviti a una mostra d'arte fossero troppo osée. Le cartoline
sono state censurate e rimandate al mittente. Per la seconda
volta in pochi mesi, un impiegato delle poste ha censurato le
cartoline di invito a una mostra organizzata dalla
Washingtonville Art Society. Stavolta si trattava di Hudson
Valley Bodyscapes, una collettiva di artisti che lavorano sul
nudo. La cartolina mostrava un quadro a olio di Briget Herbst dal
titolo Moody Blue, un nudo integrale femminile. Gli inviti sono
quindi stati rimandati alla galleria, con la motivazione che
fossero troppo spinti. Bridget Herbst ha protestato
pubblicamente, sostenendo che in televisione si potesse mostrare
qualunque volgarità, mentre i suoi nudi, delicati e artistici,
venivano censurati. Dani McIntosh, presidente della
Washingtonville Art Society, ha dovuto cambiare l'immagine delle
cartoline ma ha presentato una lamentela alle poste. Pochi mesi
prima, un altro biglietto di invito a una mostra da lei
organizzata, raffigurante un ritratto di donna a carboncino, era
stato respinto al mittente. Dani McInthosh ha scoperto che gli
impiegati postali non hanno alcun diritto di censura. Il
portavoce del U.S. Postal Service, Tony Musso, ha dichiarato che
i loro dipendenti non sono tenuti a decidere cosa sia immorale.
Solo nel caso in cui il postino ricevesse una lamentela da parte
del destinatario, sarebbe tenuto ad avvisare il mittente di non
effettuare altre spedizioni a quell'indirizzo.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://www.sesso-gratis.eu.tt/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso-gratis.eu.tt/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tettegrandi.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.tettegrandi.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.lesbiche.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.lesbiche.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tette-sode.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.tette-sode.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso.pro.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso.pro.tc/</font></a><font size="1"
face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tettedure.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.tettedure.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.ragazze-sexy.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.ragazze-sexy.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tette-nere.ze.cx/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://porno-gratuito.shows.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://porno-gratuito.shows.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tetteenormi.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.tetteenormi.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.foto-porno.it.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.foto-porno.it.tc/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Furibonda e masticando sempre più
forte il desiderio di una vendetta terrificante, guardò tutto il
nastro per ben tre volte: sconvolta, frastornata, confusa e
lucida, eccitata e incazzata, razionale e irrazionale continuava
a scorrere le immagini&#133; Luisa molto disinvoltamente si
avvicina a Paolo e senza particolari premesse lo centra con le
sue mani curate ed eleganti, le orecchie di Paolo rimbombano come
se fosse in fondo ad una caverna. Per non essere da meno anche
Luisa sputa in faccia allo schiavo già in difficoltà. Ivana è
già pronta per il suo turno e la cattiveria con cui esplode i
suoi ceffoni è uno spettacolo nello spettacolo: potenti,
fulminei, a piene mani&#133; Forse fu quella la sua mossa più
sbagliata. Ivana aveva le chiavi dell&#146;ufficio di Paolo e
rovistando ovunque trovò quanto di meglio poteva desiderare per
articolare una vendetta soddisfacente e spietata che la ripagasse
del dolore subito ma fosse al tempo stesso un sistema per
divertirsi enormemente ad esclusivo beneficio della sua indole di
Sadica Padrona che in quel momento più che mai urlava la propria
necessità di riavere il suo uomo nel più totale e crudele
ambito di schiavitù senza via d&#146;uscita. Riposta
ingenuamente dove custodiva in genere le videocassette dei
precedenti giochi erotici con e di Ivana, lei stessa trovò un
nastro con la data di quei giorni. Emozionata e sconvolta attivò
un videoregistratore per vederla. Paolo sul proprio letto stava
per accogliere Rossella che&#133; indossava un abito di Ivana! Le
sue calze, le sue scarpe&#133; Massimo aveva il dovere di
perdonare Rossella (anche se le cose non stavano proprio così) e
di farle odiare Paolo, del resto lo scopo più sottile di Ivana
era proprio quello di rivoltare anche lei contro di lui. Paolo
riceve una raccomandata direttamente a casa e in ufficio, la
apre, incredulo quasi collassa dal contenuto. Ivana, Rossella
Luisa Victoria e Massimo lo aspettavano a casa di Victoria, la
&quot;suocera&quot; per un processo informale ma che si
prospettava senza via di uscita. In caso di assenza lo avrebbero
tutti denunciato per abuso sessuale a scopo di lucro
incastrandolo con la videocassetta, e non sarebbe stato semplice
uscirne. Anche lei correda il tutto con un ricco sputo in faccia
allo schiavo che quasi apprezza tra sé e sé il sapore della
saliva di queste donne così aggressive e crudeli. Massimo prende
per mano Rossella e la porta con sé di fronte a Paolo. Lui che
cavalcava lei, lei che cavalcava lui, il cazzo del suo uomo nella
bocca di quella troia, nella figa della troia, nel culo&#133;
abbracci e baci a piena lingua, mani che si intrecciano in un
convulso e appassionato gioco di corpi e piacere, parole dolci,
parole oscene, urla di piacere, orgasmi, oggetti, ancora orgasmi&#133;
Ivana preparò tre copie di quel nastro e le diede a Massimo, a
sua madre Victoria e alla madre di Rossella, Luisa. Allegate in
una busta delle lettere che spiegavano come Paolo avesse circuito
Rossella non per amore o piacere ma per il solo scopo di
realizzare videocassette hard da scambiare su Internet o vendere
a privati. Quella era la prova che non solo non c&#146;era stato
amore bensì un secondo fine molto più infamante e punibile. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Consigliati</strong><br>
</font><a href="http://fighe-bagnate.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://fighe-bagnate.italinks.it/</font></a><font
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</font><a href="http://segretarie-nude.italinks.it/"><font
size="1" face="Verdana">http://segretarie-nude.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://fighe-depilate.italinks.it/"><font
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</font><a href="http://fighe-calde.italinks.it/"><font size="1"
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</font><a href="http://pompini-gratis.italinks.it/"><font
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